Da ieri sera Grumo Nevano non ha più un’amministrazione. Al consiglio comunale di ieri sera 9 consiglieri comunali (Iovine, Rennella, Di Bernardo, Miele, D’Errico, Ruggiero, Faccenda) hanno presentato le proprie dimissioni da consiglieri comunali determinando lo scioglimento del consiglio comunale e portando la città nuovamente alle urne. Le voci giravano già dal primo pomeriggio: dopo il tentativo ‘natalizio’ andato a vuoto, la fronda consiliare ha firmato un documento che ha determinato la fine dell’amministrazione Brasiello.

Il consiglio comunale è stato avviato dal sindaco che ha aperto la fase di discussione sulla maggioranza in pubblico, evitando le segrete stanze dove sono state discusse le precedenti questioni. Ma dall’intervento iniziale si capiva già che il sindaco era cosciente del proprio destino: si è detto sereno e felice per il proprio operato, invitando il consiglio ad essere “chiari con i cittadini“. Il primo ad intervenire, poi, è stato Pasquale Iovine, eletto nelle file della maggioranza e fuoriuscito dopo poco. Il consigliere, rimarcando le parole del documento del Partito Democratico, ha denunciato la presenza di un “cerchio magico”, una maggioranza nella maggioranza che ha influenzato l’andamento dell’amministrazione e costretto i Cattolici Democratici “ad essere una minoranza“, una condotta politica che Iovine denomina “Metodo Brasiello”, definito come “la negazione della partecipazione“. Le accuse di aver formato un cerchio magico, non nuove in consiglio comunale, sono smentite poi da Alessandro Merenda, consigliere di maggioranza, che invece spiega come il sindaco “ha sempre ascoltato tutti prima di decidere, senza nessun cerchio magico“.

Dopo un excursus sulla questione antenne, chiamata in causa dall’opposizione, interviene il consigliere Tammaro Gervasio, segretario del Partito Democratico, che invita tutti a tornare a parlare dell’ordine del giorno: “verificare se ci sono i numeri per continuare l’azione amministrativa o portare la città alle urne“. A questo punto è intervenuto il consigliere Giovanni Landolfo, capogruppo dei Moderati, che ha letto una lunga lettera il cui epilogo era l’annuncio delle dimissioni di 9 consiglieri comunali, determinando lo scioglimento dell’organo consiliare. Un fatto storico a Grumo dove, in precedenza, l’atto di far cadere l’amministrazione è sempre stato portato avanti tramite firma di documenti dal Notaio. Questa volta, invece, è stato fatto tutto in consiglio comunale, in modo pubblico e ufficiale.

Le forze politiche sono già tutte all’opera, da stamattina, per cercare di costruire ora un’alternativa. Le dimissioni, infatti, sono arrivate giusto in tempo per portare la città alle urne già nel maggio 2015, creando profonda agitazione nel tessuto politico grumese. Mancano solo poco meno di due mesi prima della consegna delle liste e tutti gli attori e gruppi politici dovranno correre per costruire progetti ed alleanze solide.

Francesco Di Matteo