Ci sono anche Valentino Rossi, Flavio Briatore e lo stilista Valentino nella lista Falciani, ribatezzata Swissleaks, che rende noti i nomi di quanti hanno utilizzato i depositi ginevrini della Hsbc per nascondere i propri capitali al fisco.

La lista prende il nome da Hervè Falciani: un ex funzionario della sede di Ginevra della Hsbc private bank, banca britannica con sede centrale nella città Svizzera. Da qui erano dirette tutte le filiali nel globo, anche quelle degli altri paradisi fiscali: Montecarlo, Lussemburgo e Bahamas. Queste informazioni erano conosciute solo dalla giustizia e da qualche amministrazione fiscale, quindi riservate, adesso sono pubblicate su molti quotidiani europei grazie all’International consortium of investigative journalists. 

La lista è stata riportata in primis dal quotidiano francese “Le monde” e, a seguire, dai media italiani e stranieri e racchiude i nomi, i conti e le cifre di tutti gli evasori per un totale di 180 miliardi, di cui 7,4 da conti di 7.500 Italiani. Volendo stilare una classifica, l’Italia occupa il settimo posto per capitali evasi, in prima posizione ci sono i clienti svizzeri con 31,8 miliardi di dollari, seguiti dal Regno Unito con 21,7 miliardi.

Secondo “Le monde”, sarebbero transitati 180,6 miliardi sui conti svizzeri di Hsbc fra il 9 novembre 2006 e il 31 marzo 2007: gli stessi dati rivelati dal cd-dossier riportato da Falciani nel 2009. Di questi, oltre 5,7 miliardi furono inviati in paradisi fiscali per conto di clienti francesi. La cosa più particolare è trovare fianco a fianco nomi di famosi trafficanti d’armi e stupefacenti a livello mondiale, accanto a quelli di personaggi famosi come Phil Collins o David Bowie, assieme alla famiglia Botin del Banco di Santander, che portò in Ferrari il campione della fomula 1 Fernando Alonso (anche lui cliente della banca, ma residente in Svizzera) e gli illustri nomi italiani già citati.

Tra questi nomi ve n’è uno già noto alla giustizia italiana, ossia la famiglia Botin. Infatti nel 2007 la Banca Antonveneta fu ceduta al Monte dei Paschi di Siena per 10,3 miliardi di euro, quasi quattro in più rispetto ai 6,6 versati dal Banco di Santander poche settimane prima per comprarla. I pm di Siena avevano a lungo indagato il presidente Mps, Giuseppe Mussari, Botin e il suo riferimento in Italia, Ettore Gotti Tedeschi, con l’ipotesi di spartizione dei quasi 4 miliardi in più di valore nell’acquisto di Antonveneta, ma non trovarono prove ed il filone d’inchiesta fu abbandonato.

L’inchiesta giornalistica nata dopo Swissleaks ha rivelato che sul conto di Botin c’erano oltre due miliardi di euro.

Falciani ha scritto un libro che si chiama “La cassaforte degli evasori” e tratta di presunti intrecci fra sessanta persone, le quali contano più delle altre 100.000 della sua lista in quanto fili conduttori fra banche, manager e politica. Fra questi conti ce ne sarebbe uno riconducibile alla madre dell’ex premier greco Papandreou non reso noto solo perché avrebbe ceduto, secondo la ricostruzione di Falciani, ad una politica di austerity dettata dalla troika.

Vanessa Mock, portavoce della Commissione europea, sulle rivelazioni di Swissleaks ha dichiarato “Queste rivelazioni confermano che il segreto bancario è stato usato per eludere il fisco”.

Fonti: il sole 24 ore, Huffingtonpost.it

Ferdinando Paciolla