Sono passati ormai mesi da quando il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro aveva annunciato una sensibile riduzione dei ticket sanitari regionali. Si parlava di oltre 250.000 famiglie campane che, con l’innalzamento dei redditi esenti da 13.000 a 16.000 euro, avrebbero avuto un accesso meno costoso a medicinali ed esami medici. Eppure, nonostante i proclami mediatici, le interviste e le conferenze stampa in cui veniva sbandierata la bontà di quest’intervento, ad un mese e mezzo dalla data prevista per l’entrata in vigore del provvedimento non si ha traccia alcuna delle misure previste.

Ed infatti dopo la tanta pubblicità è bastata una circolare emanata poche ore prima dell’entrata in vigore della riduzione annunciata per rinviare il tutto di tre mesi. I motivi? Imprecisate ragioni tecniche, ovviamente, o molto più probabilmente il desiderio di spostare l’entrata a vigore di una misura del genere il più vicino possibile alle elezioni regionali, così da sfruttarne le potenzialità propagandistiche!

Questo atteggiamento è vergognoso. Non è accettabile l’idea di fare propaganda elettorale sulla salute dei cittadini, ed a maggior ragione non è tollerabile che a farlo sia chi in questi anni ha reso la Campania la Regione in cui per la sanità si spende meno, in cui vi è il maggior numero di fenomeni di corruzione ed in cui la popolazione versa nelle peggiori condizioni sanitarie!