Da pochi giorni si è conclusa una scoppiettante Coppa d’Africa in cui abbiamo assistito a partite spettacolari, giocate inattese e, perché no, a qualche svarione di troppo. Una particolare tendenza storica di questa competizione è la volontà di alcune nazionali di convocare molti giocatori provenienti dal campionato nazionale o, quanto meno, da un campionato africano. Nonostante in questa particolare edizione del 2015 si sia registrata una percentuale di giocatori militanti in Africa minore rispetto alle attese, si può confermare che l’obiettivo di mettere in luce alcuni talenti sia stato ugualmente raggiunto.

Partiamo dalla Guinea-Equatoriale, paese ospitante della kermesse, nonché una delle sorprese del torneo. Si è parlato molto di questa squadra, di come sia stata allestita, delle sue dubbie qualità, e di presunti favori arbitrali di cui ha beneficiato. Diverse critiche possono essere indirizzate alla squadra del CT Becker, ma il portiere, il giovane Felipe Ovono, è sicuramente una delle più dolci note della competizione svoltasi in Africa. Alla fine della fase a gironi è risultato il portiere con la percentuale più alta di conclusioni parate. Il giovane Ovono, classe ’93, gioca ancora in patria, nel Deportivo Mongomo, club della sua città natale. E’ stato una vera ancora di salvezza per la squadra di casa e, sicuramente, è stato uno di quelli che ha contribuito maggiormente a raggiungere la storica semifinale. Non dovrebbe avere difficoltà nel trovare un club europeo disposto a spendere le cifre necessarie per assicurarsi le sue prestazioni.

Anche il congolese Joel Kimwaki è stato uno dei grandi protagonisti della competizione. Proveniente dalla Repubblica democratica del Congo, Kimwaki, ha avuto ben sei partite per mettersi in mostra con la maglia dei Leopardi. L’età purtroppo non gioca in suo favore, a 28 anni il tempo per raggiungere palcoscenici prestigiosi sembra ormai passato, ma è difficile capire perché non ha mai avuto l’occasione di mettersi alla prova in un campionato diverso da quello congolese. Seppur grezzo e poco elegante nei movimenti Kimwaki ha dimostrato una tremenda efficacia in quanto a lettura del gioco, tanto in fase difensiva quanto in impostazione; il tutto accompagnato da una straordinaria tenuta atletica, che gli permette di sfruttare al meglio i suoi 195cm sulle palle alte. Una presenza difensiva di tutto rispetto, ha saputo pericoloso più volte anche in area avversaria, riuscendo anche a segnare un gol ai quarti di finale, nella vittoria sui cugini del Congo-Brazzaville.

La coppa disputata dai Leopardi  è andata ben oltre le attese dunque una nota di merito aggiuntiva è più che meritata. Un giovane talento di casa è Lema Mabidi. Milita nel Vita Club, club congolese appunto, è un centrocampista dalle spiccate doti offensive, all’occorrenza un esterno di fascia. Non ha avuto che alcuni minuti a disposizione, mai titolare dal 1′, ma ha saputo dare una buona dimostrazione del suo talento. E’ un classe ’93, non ha ancora compiuto 22 anni, è ancora molto giovane e in fase di crescita. L’impressione è che se portato in Europa in un club dove i giovani possono crescere con calma tra buone strutture e maestri del football (l’Ajax, per esempio, ma anche Udinese o Borussia Moenchengladbach), potrebbe trasformarsi in un eccellente giocatore.

Come accennato in apertura i giocatori provenienti da club africani hanno avuto meno spazio nelle convocazioni dei CT, ma alcuni giovani talenti sono già sbarcati in Europa e, magari non troppo rumorosamente, senza aver colpito proprio tutti, hanno già dato un saggio del loro potenziale. Risponde all’indentikit tracciato Eric Bailly. Difensore centrale ivoriano, dunque vincitore in questa Coppa d’Africa. E’ stato un collega più che affidabile per il veterano Kolo Touré. Un classe ’94, quindi ancora giovanissimo, ma è in Europa già da un paio d’anni, più precisamente in Spagna. L’Espanyol l’ha acquistato e ha pensato di farlo maturare con calma con la squadra B. L’occasione con la prima squadra è arrivata lo scorso ottobre; poi a gennaio il passaggio al Villarreal (per poco meno di 6 milioni di euro) per sostituire Gabriel Paulista. Sta bruciando le tappe nella sua crescita, in più la nazionale gli ha dato l’occasione di giocare partite importanti e decisive, partite da dentro o fuori. Un bagaglio di esperienza di cui non tutti i calciatori, alla sua età, dispongono. Oltre ad una fisicità devastante dispone anche di una buona tecnica di base, per quanto deve migliorare nelle letture del gioco e in alcuni errori di posizionamento che sono del tutto giustificati per un ’94. Se queste sono le premesse il Villarreal tra qualche anno potrebbe trovarsi in casa un difensore centrale davvero sensazionale.

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Alessandro Cappelli