Uscirà domani, come annuncia l’Espresso, la lista integrale della lista Falciani, proprio nell’ultimo numero della rivista che si troverà in edicola. In ogni caso le indiscrezioni corrono sul web. E, infatti, sono spuntati già i primi parlamentari e qualche uomo d’affari collegati alla Hsbc.

Come scrive l’Espresso, i cittadini italiani associati a quei conti svizzeri sono 7.499 e avevano depositi per un totale di 7 miliardi e 452 milioni di dollari. Oltre ai vip, emersi già domenica scorsa, come Valentino Rossi, lo stilista Garavani e Flavio Briatore, la lista comprende anche moltissimi imprenditori, stelle del cinema e dello spettacolo, commercianti e politici.

Le segreterie di Partito sono già in allerta, il primo parlamentare italiano citato nella lista Falciani è Giorgio Stracquadanio, ex radicale passato a Forza Italia, che, come scrive sempre l’Espresso, sarebbe stato legato a Marcello Dell’Utri. Stracquadanio è morto nel gennaio 2014, ma il suo conto a Ginevra disponeva di circa dieci milioni e 700 mila dollari. Un altro nome caldo è quello di Davide Serra, il finanziere che da anni sponsorizza Matteo Renzi. Ha un conto alla Hsbc, ma assicura di essere “in totale trasparenza e in accordo con il sistema fiscale inglese”.

Tra i tanti nomi c’è anche quello di Pippo Civati, il dissidente del Partito Democratico renziano, che si pone alla sinistra del PD con la possibilità concreta di essere uno dei primi ad uscire dal partito, dopo Cofferati. Civati, secondo la lista Falciani, sarebbe collegato ad un deposito con soli 6.589 dollari di cui è titolare suo padre Roberto, in passato amministratore d’aziende importanti, come la Redaelli.

Proprio sul suo blog, oggi, Civati ha replicato. Riportiamo il testo integrale del suo post.

Come sempre, voglio darvi tutte le notizie che mi riguardano non appena sono nelle condizioni di farlo.
l’Espresso, nel corso del lavoro giornalistico che riguarda Swissleaks, mi comunica che nella lista Falciani compare il nome di mio padre in relazione a un conto corrente presso la banca Hsbc. Il motivo per cui compare anche il mio nome dipende unicamente dal fatto che mio padre ha aperto quel conto nel 1994 (quando avevo diciannove anni) indicandomi come procuratore, insieme a mia madre (in quanto eredi, per il caso in cui fosse mancato).

Di tutta questa storia non avevo alcuna informazione e quanto ho ricostruito dopo la telefonata del giornalista Paolo Biondani de l’Espresso è che: il conto non ha mai superato i 10.000 euro, si è estinto nel 2011 (essendosi azzerato a causa delle spese di tenuta) e non risulta su di esso alcuna movimentazione.
Preciso che non ho mai fruito di quei capitali e non ho mai avuto concretamente accesso al conto. Prima notizia, quindi: non ho soldi in Svizzera e non ne ho mai portati, né prelevati.

Quanto al conto e al deposito di quei capitali, non c’è stato alcun elemento di illegalità: tutta la situazione è stata, peraltro, verificata in occasione del verbale della Guardia di Finanza redatto in contraddittorio con mio padre, sulla base delle stesse informazioni qui riportate (ho mostrato tale verbale, che risale al 2011, al giornalista de l’Espresso). Nulla di contestato, nulla di scudato, insomma.

La domanda che compare nel titolo (“Perché il mio nome nella lista” ndr) sono stato il primo a farmela: da anni impegnato nelle battaglie contro l’evasione, il riciclaggio e i paradisi fiscali, è per me insopportabile vedere il mio nome accostato a persone e comportamenti con cui né io né la mia famiglia abbiamo avuto a che fare.

La domanda, invece, «perché in quella banca?», trova presto risposta: mio padre, amministratore delegato di un gruppo multinazionale che intratteneva rapporti con istituti bancari di vari paesi, ne aveva, tra gli altri operatori finanziari, anche con Hsbc, presso la quale fu aperto un conto regolarmente dichiarato nel bilancio della società (tutto trasparente, quindi). Presso la stessa banca aprì anche il suo, con la cifra indicata qui sopra.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.