«L’ISIS perderà», è l’annuncio di Barack Obama al Congresso degli Stati Uniti, dove ha chiesto nuovi poteri di guerra contro lo Stato Islamico. Il suo intento è ottenere un’autorizzazione limitata nel tempo, che abbia una durata di tre anni, ma che non sia limitata geograficamente e che non escluda l’uso di truppe sul campo.

Si tratta anche di un modo per rispondere ai Repubblicani, i quali accusano l’amministrazione Obama di essere stata troppo tenera con i terroristi dell’ISIS, per questo il Presidente degli USA vuole «un’offensiva duratura» perché «stiamo distruggendo le loro linee di comando, di controllo e di rifornimento» e solo in questo modo «la nostra coalizione sarà forte e la missione avrà successo. Saranno indeboliti e distrutti». Obama ha poi spiegato che l’ISIS è «una minaccia alla stabilità dell’Iraq, della Siria, del Medio Oriente e alla sicurezza nazionale USA», ma «se non affrontata, l’ISIS diventerà una minaccia che andrà oltre il Medio Oriente e arriverà anche negli Stati Uniti».

Si tratta della prima volta che il Congresso, dopo l’approvazione del 2002, si trova a dover decidere la prerogativa di dichiarare guerra. Nel testo dell’Authorization for Use of Military Force si è fatto ricorso ad una formula ambigua, per riuscire ad ottenere sia il consenso dei democratici, sia dei repubblicani. I primi temono l’idea di un nuovo intervento in grande scala, ma i secondi non vogliono escludere l’intervento via terra se sarà necessario per sconfiggere l’ISIS.

Il riferimento, comunque, alle forze locali è molto importante, perché le truppe sul territorio che stanno combattendo l’ISIS sono quelle siriane ed irachene, senza tralasciare il glorioso sacrificio dei Curdi. Da un lato, però, c’è da dire che l’ISIS stia provando ad attirare gli USA sul territorio, proprio attraverso l’utilizzo della sua propaganda mediatica, per questo motivo Obama deve prima avere una situazione chiara affinché intervenga con equilibrio.

Il processo, comunque, non sarà troppo breve, infatti il Presidente della Camera John Bohener ha spiegato: «Dobbiamo valutare tutti i pro e i contro di questa decisione e non potremo farlo in poco tempo», anche se, in ogni caso, la guerra di Obama, l’unica da lui condotta, molto probabilmente andrà avanti.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.