Quarta conferenza stampa, iniziata con il canonico ritardo di dieci minuti, per questo Sanremo 2015. Presenti il direttore Leone, Carlo Conti e le vallette Arisa, Emma e Rocio Munoz Morales.

Il clima è, neanche a dirlo, rilassato, allegro, scherzoso, e con molte battute, ma del resto era prevedibile con un Festival di questo tipo. In realtà, almeno per questa volta se proprio dobbiamo dirla tutta, le domande sembrano più pregnanti e di senso o per lo meno attinenti alla kermesse e non denotano inesistenza di materiale di cui parlare. Anche se aleggia comunque quel senso di venerazione e di paura di dire davvero ciò che si pensa. Il primo a parlare è l’assessore al turismo e alla cultura che si dice soddisfatta della risposta che la città, gli accrediti dei giornalisti e i turisti stanno dando al Festival di Sanremo 2015. Immancabile il punto della situazione dato alla sala stampa dal direttore Leone in merito agli ascolti della serata:

“La seconda puntata ha raccolto 10.091.133 spettatori con il 41,68%. Un dato che ci riempie di grande, grande soddisfazione. Il piccolo d’ascolto è di oltre 13 milioni con la conclusione della performance di Biagio Antonacci. Picco di share del 53% alla conclusione intervento e intervista a Conchita Wurst. Altro dato importante è Sanremo Start con oltre 9 milioni di spettatori, con la gara dei giovani. Il Festival ha è durata 3 ore e 22 minuti, 40 minuti in meno dell’anno scorso con un Target ancora più giovane”

Conti invece commenta così:

“Sono contento, sono felice, il dato che mi rende più felice è di mettere le nuove proposte in prime time. Mi piace sottolineare che quello spazio lì era la mia principale sfida ed è una bella vittoria. Sapere che è stato visto da 9 milioni di persone è il risultato, forse, del quale vado ancora più orgoglioso”

Punto debole, è evidente a tutti, è la parte della gara, che guarda caso dovrebbe essere quello centrale. Ma Conti non ci sta, dichiarandosi pronto a fare autocritica, ma non sulle canzoni:

“Sono il primo a fare autocritica, sulla conduzione, sulle interviste e sulle domande, che avrei potuto fare meglio, ma sono profondamente convinto della parte musicale. Non ho mai fatto proclami, non ha mai detto che avrei riportato al centro del Festival le canzoni, ma ho cercato di farlo con i fatti. Una conquista sono le quattro canzoni in prima time. Le canzoni stanno riempendo le radio. Certi generi e sapori mancano, sicuramente, come già ho detto, avrei anche io voluto qualcosa di più, di diverso. La musica, poi, è un gusto personale”

Altro punto dolente, che però nessuno sembra in grado o per voglia o per coraggio a rilevare è la presenza delle Vallette, il loro ruolo, il senso, ammesso che ci sia, della loro essenza/assenza. Ma infondo perché rovinare questo clima latte e miele che ormai è insito in Sanremo. Accontentiamoci e limitiamoci alle loro sensazioni.

Emma: “Ho preso più confidenza, non escludo il ritorno dell’essere impacciata. Se ci fosse la possibilità di cantare con Arisa sarei felicissima”.

Arisa: “Dipende dai momenti, dalle serate. Noi siamo degli essere umani e quindi un po’ emotivi. E’ tutto suscettibile di mutamenti. Cantare insieme sarebbe bello, di base sarebbe bello cantare”.

Rocio: “Un palco che emoziona, siamo umane, sono imperfetta e quindi non ci sono parole per descrivere… Non è nemmeno il terreno dove sono abituata a muovermi”

Ma non esultiamo troppo, Conti ricorda che le cose che vedremo fare dalle tre “belle”, saranno sempre più o meno i lanci alle canzoni.

Sanremo 2016? Conti non si sbilancia, ci ride su. Un po’ più serio a riguardo è Leone:

“Non ci stiamo pensando, sarebbe ipocrita però dire che l’idea di chiedere a Carlo un bis non mi stia balenando in testa, ma conoscendolo so che come abbiamo fatto in questi anni, finito il festival ci prenderemo una pausa di riflessione, ma non c’è dubbio che dal mio punto di vista avrebbe senso. Se fosse solo per me sarebbe indubbio di ripartire da Carlo Conti, ma questa è una cosa da condividere con il conduttore”

A Sanremo si ride poco e male? Conti non è d’accordo, sostenendo la soggettività dei gusti.

E con queste perle di saggezza possiamo prepararci alla terza serata del Festival di Sanremo che questa sera avrà un’apertura particolare con la presenza sul palco di Federico Paciocchi.

Enrica Leone

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Mi chiamo Enrica Leone, sono nata a Lecco. Diplomata con maturità scientifica, ho intrapreso la carriera universitaria presso la facoltà di Giurisprudenza. Entusiasmo, iniziativa e dinamismo mi hanno da sempre spinto ad andare avanti nel lavoro così come nello studio. Adoro scrivere e questa passione mi ha portata ad intraprendere avventure di ogni genere per poter portare a casa interviste ed acquisire il giusto grado di esperienza, per rendere i miei articoli ancora più miei. Una passione che mi ha portata a pubblicare pochi mesi fa il mio primo romanzo: Basta avere coraggio, presso la casa editrice Arduino Sacco Editore. Non smetto mai di rincorrere i miei sogni ed il più delle volte questi diventano i miei obiettivi che cerco in tutti i modo di raggiungere. Alla scrittura, da poco tempo ho affiancato il lavoro di organizzatrice di eventi di beneficenza ed assistenza alla comunicazione. Mi piace il contatto con il pubblico. A detta di chi collabora con me, sono una persona estremamente precisa, metodica e puntuale. Attenta affinchè il compito affidatomi possa venir portato a termine nel miglior modo possibile e nel tempo necessario. Amo il cinema, la televisione (quella di qualità) e tutto ciò che ha a che fare con lo spettacolo ed è questo ciò di cui mi occupo.