Dopo varie conferme e smentite, in mattinata è stato raggiunto l’accordo per il cessate il fuoco in Ucraina al vertice di Minsk, in Bielorussia, che entrerà in vigore a partire dal 15 febbraio.

Nel giro di due settimane, stando a quanto accordato oggi, verranno ritirate le armi pesanti dall’est del paese. A riferirlo è stato il presidente russo Vladimir Putin, che dopo le circa 14 ore di negoziazione, ha dichiarato: «Evitiamo inutili bagni di sangue». A confermare l’intesa ci sono anche il presidente francese Hollande e la cancelliera tedesca Merkel.

Sono stati stipulati inoltre 13 punti per risolvere la questione della crisi ucraina, che però non sembrano soddisfare a pieno il presidente Poroshenko, il quale giudica inaccettabili le condizioni poste dalla Russia. L’Ucraina non è convinta dalle proposte di Putin riguardo alla demarcazione della linea tra ribelli e forze di Kiev, né sullo status dei territori controllati dai separatisti. Dall’altra parte vediamo il presidente russo piuttosto nervoso e non pienamente soddisfatto dell’accordo raggiunto chiedere alla controparte di «intraprendere riforme costituzionali per rispettare i diritti della popolazione in Ucraina orientale». Sembrerebbe quindi difficile trovare un’intesa per quanto riguarda le altre questioni da risolvere tra i due Stati.

Secondo le fonti circolate in mattinata, il documento stipulato prevede la messa in atto dell’accordo dello scorso 5 settembre rimasto ancora incompiuto: ritiro dei gruppi armati illegali, la liberazione di tutti i prigionieri e ostaggi, un dialogo a livello nazionale ed elezioni nei territori reclamati dai filorussi. Secondo la cancelliera Angela Merkel «c’è ancora molto lavoro da fare», in quanto le parti in questione sembrano avere punti di vista diversi. Un passo in avanti, ma non risolutivo.

Nel frattempo le truppe hanno continuato a combattere e secondo alcune indiscrezioni 50 carri armati avrebbero attraversato il confine nella notte e un bus e una fonderia sarebbero stati presi d’assalto, provocando la morte dell’autista e di altri tre uomini. Oggi si è aperto uno spiraglio, che però va consolidato per porre del tutto fine a questa questione alquanto ostica.

Vincenzo Nicoletti