«Chi è su questa lista è qualcuno che cerca il segreto, per nascondere qualcosa». Queste sono le parole di Hervé Falciani, ex dipendente HSBC , che anni fa trafugò la lista di tutti i clienti della banca di Ginevra scovando ben 7500 italiani correntisti in Svizzera.
Tutti i nomi sono stati già comunicati alle Procure italiane e alla Guardia di Finanza che, anche in queste ore, stanno cercando di trarre ulteriori informazioni.

Nel lungo evento,rivelato da L’Espresso in collaborazione con l’International Consortium of investigative journalists, vi sono tantissimi nomi di politici, imprenditori, top manager ma anche imputati e condannati per un totale di 7 miliardi e 452 milioni di dollari.

Va, purtroppo, precisato che l’essere presente nella lista Falciani non comporta la qualifica di evasori fiscali, anche perché l’elenco è l’oggetto del reato di furto a causa del quale lo stesso Falciani è sotto processo e dunque non utilizzabile penalmente; inoltre nell’ottobre del 2011 il giudice di Pinerolo Gianni Reynaud ne ordinò la distruzione.

Ecco alcuni dei personaggi presenti:

-Giuseppe Recchi ex presidente di Eni, consigliere di Exor e di UnipolSai, e componente del Consiglio direttivo di Confindustria;
-Flavio Briatore;
-Valentino Rossi;
-Eugenio Marco Airoldi, amministratore delegato di Benetton;
-Davide Serra, finanziere renziano da 18 anni e residente a Londra che ha confermato di essere titolare di un conto «in totale trasparenza e in accordo con il sistema inglese».

Tra i primi nomi diffusi dall’Espresso figurano anche due politici:

  • Dieci milioni e 700mila dollari era la disponibilità dell’ex parlamentare Giorgio Stracquadanio.
  • 6.859€ per il parlamentare del Pd, Giuseppe Civati, già candidato alla segreteria del partito e leader della minoranza anti-renziana. Il titolare di questo conto, però, era suo padre Roberto. Civati si difendo sul suo blog affermando: «Il motivo per cui compare anche il mio nome dipende unicamente dal fatto che mio padre ha aperto quel conto nel 1994 (quando avevo diciannove anni) indicandomi come procuratore, insieme a mia madre (in quanto eredi, per il caso in cui fosse mancato)».

Tutti i titolari dei conti si sono difesi dando una propria spiegazione, vedremo e seguiremo tutti gli sviluppi della vicenda.

Fonte: ilsole24ore.com

Fabio Palmiero