Il vertice a Minsk è durato ben quindici ore: tempo necessario, sembra, per stipulare i primi accordi sui punti principali.

Il presidente russo, Vladimir Putin, sembra esser giunto infatti ad una decisione, anche se non ha ottenuto il favore assoluto da parte di Tedeschi, Francesi ed Ucraini.

Tutto si basa sull’ardente desiderio di allontanarsi da una possibile guerra e Putin, giunto in Bielorussa, si è ritrovato con i leader dei separatisti cioè delle autoproclamate repubbliche di Lugansk e Donetsk, Alexander Zakharchenko e Igor Plotnitsky, lì presenti per firmare un eventuale accordo di pace non solo con il presidente russo, ma anche con Poroshenko, Merkel e Hollande.

Durante l’incontro è vivo il ricordo dei combattimenti nel Donbass (regione orientale dove ormai si combatte da quasi un anno per l’annessione della Crimea) tanto da adottare una foto simbolo, un razzo made in Russia sparato dai separatisti e conficcato in una strada di Komorosk, città della zona orientale contesa.
Il presidente ucraino Poroshenko sembra non riesca a condividere quel positivismo che aleggia a Minsk “Avevamo chiesto un cessate il fuoco immediato e senza precondizioni, invece la Russia ha voluto quasi 70 ore prima di farlo entrare in vigore e ha lanciato un’offensiva subito dopo la firma dell’accordo. Bisogna ora mantenere la pressione su Mosca e spero che l’Ue sia unita“. Ritiene, inoltre, che le discussioni siano state abbastanza difficoltose, dato che la situazione stessa è difficile da gestire, quindi è importante restare uniti e che l’Ucraina e l’Unione Europea non diventino elastiche proprio ora. “Se gli accordi di pace e il protocollo di Minsk venissero violati, Ue e Stati Uniti dovrebbero approvare nuove sanzioni”, dice, poi aggiunge “E se non ci sarà una tregua, il conflitto nelle regioni orientali ucraine andrà fuori controllo”.

Nel dibattito è vivo anche l’intervento degli Americani che puntano l’indice contro i Russi e il generale Ben Hodges denuncia come le truppe russe si siano fiondate contro lo snodo ferroviario di Debaltsevo (Ucraina orientale) e che, probabilmente, puntano anche su Mariupol (il porto ucraino sul Mare d’Azov). Stessa accusa fatta anche da Kiev.

Abbiamo di fronte un Obama attivissimo, che dispensa consigli a Poroshenko e a Putin, pronto ad evidenziare che “L’importanza di raggiungere e attuare una soluzione negoziata, sostenuta dagli impegni dell’accordo di Minsk”, pur avendo avvertito che se la Russia “continua con le azioni aggressive in Ucraina, tra cui invio di truppe, armi, e finanziamento per sostenere i separatisti, i costi per Mosca aumenteranno”, però c’è anche la possibilità che gli Usa possano alleggerire le sanzione della Russa se verrà davvero rispettato il patto di Minsk secondo l’opinione del segretario di Stato John Kerry.
La preoccupazione più grande è però per “l’escalation di oggi nei combattimenti, che è incoerente con lo spirito dell’accordo”.
È stata una lunga nottata per Petro Poroshenko, il capo dell’Eliseo, Francois Hollande, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che hanno a lungo discusso per giungere ad un accordo riguardo il ritiro delle armi pesanti e sembra essere un sogno giungere ad una tregua da far iniziare alla mezzanotte tra il 14 e il 15 (le 22 in Italia).

Il problema nasce per i negoziati tra Kiev e l’Est Ucraina, che sembrano non riuscir a superare questo momentaneo punto morto. Si pensa che il tutto sia nato perché le autorità di Kiev rifiutavano continuamente qualsiasi tipo di contatto con i rappresentanti filo-russi delle repubbliche di Donetsk e Lugansk.
Il presidente polacco del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha invitato infine il presidente ucraino, Petro Poroshenko, al vertice dei leader europei a Bruxelles e ne ha discusso con Merkel e Hollande durante il fatidico incontro di Minsk. Sembra che il significato dell’incontro che sarà trasmesso sarà quello dell’Unione europea come “il Paese dalla parte di chi è aggredito”.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.