Nella notte appena passata la camera dei deputati è stata il teatro di una rissa.

Basterebbe quest’affermazione ai cittadini della maggior parte degli Stati d’Europa (e anche oltre) per gridare allo scandalo, essere indignati, pretendere risposte o accusare un colpevole, fosse anche il più classico dei capri espiatori. Nel nostro Paese, invece, la notizia ha risonanza limitata, fa scalpore quanto il prossimo vincitore di Sanremo: una notizia di rilievo ma già pronta a scivolare nel dimenticatoio.

Già mercoledì erano venuti alle mani due parlamentari di NCD e Lega. Altri due deputati di Sel finiscono in infermeria dopo una colluttazione con un deputato Pd, accusato di essere un “pezzo di merda”.

Insomma: grida, insulti e i pacieri di turno a dividerli. In casi simili calciatori sono riconosciuti e squalificati mentre, in questo caso, non ci saranno ulteriori sanzioni dopo le espulsioni e la sospensione avvenuta ad opera del vicepresidente Giachetti,
La maggioranza Pd è in procinto di sgretolarsi: la minoranza sembra aver trovato nuova brillantezza dopo l’elezione di Mattarella e la declamata fine del Patto del Nazareno non permette  a Forza Italia di mostrare supporto a Renzi.
Che questa notte concitata fosse il momento di una svolta è stato chiaro nel momento in cui è stato scomodato proprio il premier, arrivato in aula all’1.30, come quando si è svegliati nella notte dalla chiamata di un caro che lamenta un dolore. Sì, perché nel secondo giorno della seduta fiume voluta proprio da Renzi per procedere a passo svelto verso l’approvazione della riforma del Senato, “col favore delle tenebre e del Festival di Sanremo” come dicono i Cinque Stelle, il leader del PD era assente come gran parte di altri personaggi a causa dei rumors che avrebbero voluto M5S pronto ad un’occupazione forzata dell’aula.

I pentastellati continuano rigidi e coesi il loro ostruzionismo, che a dire la verità avrebbe potuto essere superato abbastanza agevolmente qualora la maggioranza avesse mantenuto la promessa effettuata ben prima della seduta da Emanuele Fiano (PD). Aveva dichiarato, infatti, stupendo molti: “Accoglieremo alcune richieste di M5s e Lega”.
La richiesta dei grillini è nota da tempo: sarebbero disposti a non fare più ostruzionismo qualora venisse approvato il referendum propositivo senza quorum.
Le parti si vedono, trattano, ma alle 16.00 tutto tramonta, e le parole della deputata, Fabiana Dadone, risultano solenni e perentorie: “un nulla di fatto, ma a questo punto non posso garantire un andamento del tutto istituzionale dell’aula”.
Quindi il putiferio. Sul Blog di Beppe Grillo l’opposizione torna a dire che “di notte lavorano i ladri di appartamenti, non si cambia la Costituzione”, e Manlio Di Stefano si sfoga così: “siamo arrivati a chiedere una sola modifica a fronte delle 2000 che avevamo presentato. Chiediamo una cosa che era, addirittura, nel programma elettorale del Pd ovvero il referendum propositivo senza quorum”, e allegando un fotomontaggio con Mussolini fregiato di stemma PD sul petto dichiara: “Questo Pd versione Matteo Renzi è la rappresentazione del nazismo formato XXI secolo. I giornali di sinistra poi, osceni! Se le stesse cose le avesse fatte Silvio Berlusconi, avrebbero portato la gente in piazza, oggi invece nemmeno ne parlano. Complici”.
In aula l’opposizione ha, dunque, intonato ritmicamente la parola “Onestà”, non consentendo il regolare svolgimento della seduta. Poi la rissa, inaspettata, tra Pd e Sel, riguardo la quale si aspettano ancora chiarimenti.
Dopo la sospensione dell’aula, il Pd cambia nuovamente idea, e Fiano apre alla mediazione col M5S, proponendo di votare l’articolo sul referendum successivamente, insieme al voto finale sul testo a marzo. Pronta, però, la replica dell’opposizione, che per mezzo di Riccardo Fraccaro ha definito “una presa in giro”  la proposta di Fiano.

Nella notte arriverà, inoltre, il resoconto di Alessandro Di Battista (espulso dal Presidente Giachetti), che su facebook scrive: “Prima si sono picchiati Lega e Ncd. Poi rissa Sel e Pd. Ma domani gli squadristi saranno un centinaio di deputati incensurati che difendono la Costituzione e i cittadini più in difficoltà e che, soprattutto, hanno osato gridare ‘onestà, onestà’ in un palazzo infestato da condannati, inquisiti, amici dei mafiosi, autisti dei camorristi e ladri, di denari e di democrazia”.
Ma se il confronto tra maggioranza e opposizione ha assunto i toni appena descritti, c’è da dire che anche quelli interni alla coalizione non sono certo pacati. La minoranza, dopo l’elezione di Mattarella, è tornata ad avanzare richieste, e forse la rissa ha pregiudicato definitivamente i rapporti con Sel.

Un’assemblea straordinaria del PD è stata convocata quest’oggi ad ora di pranzo.

Valerio Santori

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Nasce a Roma il 9/5/1995 e tutt'oggi vive beatamente. Studia Comunicazione, tecnologie e culture digitali presso l'Università La Sapienza di Roma. Fedele a Pasolini, Stanis La Rochelle e pochi altri. Per contattarlo: valerio.santori@virgilio.it