I soldi servono sono i primi a sparire nel momento in cui le cose si mettono male. È quello che secondo il governo Tsipras è avvenuto allo scoppiare della crisi nel Paese, quando 30 miliardi di euro -su circa 80 che sono stati ritirati dalle banche- sono stati trasferiti in Svizzera per esser messi al sicuro da un eventuale prelievo forzoso sui conti che si paventava qualche tempo fa.

Le stime del governo sull’ammontare delle cifre sottratte al fisco e il conseguente piano per recuperarle giungono all’indomani della dichiarazione del premier Tsipras rivolta all’Europa nella quale sostanzialmente la Grecia non chiede soldi ma tempo. Sono previste, a questo proposito, verifiche sui trasferimenti verso la confederazione elvetica.

Il tempo richiesto è quello necessario ad approvare le riforme che dovrebbero far ripartire il Paese, così come chiarito dallo stesso Tsipras in un’intervista al settimanale tedesco Stern in cui dichiara: «Sono per una soluzione in cui tutti possano solo vincere. Voglio salvare la Grecia da una tragedia, scongiurare una spaccatura dell’Europa». Dichiarazioni che evidenziano una certa disponibilità della Grecia a saldare i suoi debiti, ma che, nel contempo, rendono esplicita la mancanza di disponibilità nel trattare sulla prosecuzione del piano di salvataggio. Il governo Tsipras, infatti, non discuterà un’eventuale prosecuzione dell’attuale programma di salvataggio. Preminenti sono gli impegni con il popolo greco, anche se c’è la volontà di rispettare le regole della UE.

Le dichiarazioni di Tsipras sembrano trovare nella Francia e nel governatore della BCE una timida accoglienza: se è vero che il ministero degli esteri francese Fabius dice che la cancellazione del debito è fuori questione, d’altro canto lo stesso sostiene che si può discutere della scadenza. Draghi ribatte affermando che «non ha senso speculare sull’uscita di Atene dall’Eurozona».

Atene quindi può riuscire a strappare tempi più lunghi per i rimborsi delle sostanziose somme ricevute in prestito, ma non può pensare di cancellare la sua situazione debitoria come se nulla fosse. Tsipras deve giocare la sua partita con molta attenzione. Tutta la Grecia guarda lui. Le sue promesse elettorali pesano ed è arrivato il tempo in cui si richiede che vengano onorate, soprattutto adesso che è capo di governo e ha la responsabilità per le sorti dell’intero Paese.

L’Europa gli concederà tempo, ma anche in quel caso le scadenze, e le promesse, andranno onorate.

Francesco Romeo