Nell’est dell’Ucraina, a 48 ore dall’accordo di Minsk siglato da Poroshenko, Putin, Merkel e Hollande , già vacilla il cessate il fuoco. Gli scontri sono ripresi alla periferia orientale di Mariupol, nella località di Shyrokine: cinque soldati ucraini sono morti, mentre 22 sono i feriti“Nelle ultime 24 ore, è stato aperto il fuoco 112 volte”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Pavlo Klimkin, il quale ha accusato i separatisti. La maggior parte degli scontri e delle violazioni della tregua è avvenuta a Debaltseve, che secondo i ribelli filo-russi appartiene al loro territorio e non al fronte di guerra. “Qui possiamo aprire il fuoco, è all’interno del nostro territorio. Lungo la linea del confronto invece non ci sono scontri”, ha, infatti, affermato il comandante separatista, Eduard Basurin.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, è consapevole della fragilità della tregua. “La strada è difficile”, ha commentato. Probabilmente, già nelle prossime ore, il presidente ucraino Poroshenko incontrerà nuovamente Putin, Hollande e la Merkel e, ad annunciarlo, è stato il consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov. I 4 leader si sono già sentiti in una conference call, in cui si è ribattuta fortemente la necessità del ritiro delle armi pesanti.

Ma un portavoce dei ribelli, Denis Pushilin, ha annunciato che i separatisti filo-russi non effettueranno mai un ritiro unilaterale delle armi pesanti in modo da lasciare esposti i ribelli a facili attacchi ucraini. Messaggi sono arrivati anche dal portavoce delle forze armate ucraine, Andrji Lisenko, il quale ha dichiarato: “Non ci sono le premesse per il ritiro delle armi pesanti nel sud-est ucraino perché la tregua non è rispettata. Il ritiro delle armi pesanti può essere effettuato solo dopo la realizzazione del primo punto dell’intesa di Minsk, il cessate-il-fuoco”.

Intanto, l’Unione Europea ha attuato una nuova serie di sanzioni economiche nei confronti della Russia, responsabile del sostegno militare e finanziario ai separatisti nell’est dell’Ucraina. Nella lista degli individui sanzionati, composta da 151 persone e 37 entità, sono stati inseriti due viceministri della Difesa russi, Arkady Bakhin e Anatoly Antonov. Altre personalità colpite dalle coercizione dell’Ue sono Andrei Kartapolov, vice capo dello staff del generale delle forze armate, e il “Frank Sinatra” russo, Iosif Kobzon, 77enne deputato il quale ha anche portato la sua solidarietà ai separatisti tenendo un concerto a Donetsk, sua città d’origine. Fra le entità sanzionate rientra il movimento “Novorossiya”, accusato di aiutare le milizie dei ribelli.

Quando terminerà questa guerra che in poco meno di un anno ha già causato più di 5mila vittime e costretto quasi un milione di persone ad abbandonare le proprie terre?

Andrea Palumbo

 

 

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Andrea Palumbo nasce in un piccolo paese dell'Alto Casertano. Laurea triennale in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II di Napoli. Attualmente studia Comunicazione Pubblica e Politica presso l'Università di Torino. A parte lo scrivere, ama la fotografia e il cibo in compagnia.