Ritorna sui grandi palchi del calcio europeo la Champions League, l’unica competizione in grado di regalare serate colme di fascino ed eleganza, e al contempo emozioni forti e grande spettacolo.

Ritorna all’insegna del bel calcio e dell’equilibrio. Una caratteristica, quest’ultima, che costituisce un elemento di novità, o comunque in netta controtendenza rispetto agli ottavi di finale proposti dalle ultime edizioni della Champions.

Un solo successo nelle prime quattro partite (altre quattro la prossima settimana), una due-giorni all’insegna del pari.

Shakhtar – Bayern Monaco 0-0: Un pari inatteso, inatteso anche per perché a reti inviolate, difficile da ripetere considerando l’attitudine delle due squadre, decisamente votate al gioco offensivo e piacevole allo spettatore neutrale. Il risultato maturato all’Arena Lviv di Leopoli è dovuto all’intuizione di Lucescu che ha deciso di difendere alto e pressare a tutto campo per contestare il palleggio dei bavaresi e accorciare il campo nella sua lunghezza per coprire meno spazio e permettere alla squadra di essere sempre corta e ben bilanciata. Dall’altro lato il Bayern si è limitato ad un giro-palla sterile e quasi mai pericoloso dalle parti di Pyatov. Un evento raro, tant’è vero che i giocatori dell’FCB con il passare dei minuti sono cresciuti solo sotto il profilo del nervosismo (espulso Xabi Alonso al 64°, ma per motivi più tattici che psicologici) e nella ripresa non hanno mai impensierito i padroni di casa.

Lo 0-0 finale permette allo Shakhtar di guardare con ottimismo alla difficilissima gara dell’Allianz Arena, ma sarà comunque una prova in cui bisognerà gettare il cuore oltre l’ostacolo per passare il turno.

Paris Saint-Germain – Chelsea 1-1: Nella stessa sera di Shakhtar – Bayern si pareggia anche al Parco dei Principi di Parigi. Blanc e Mourinho si sono studiati e sfidati in una partita molto tattica dove, come accade nel gioco degli scacchi,ad ogni mossa di una formazione corrispondeva una contromossa dell’altra. I Blues si sono accontentati di lasciare il controllo del pallone agli avversari, non proprio a loro agio quando devono attaccare una squadra ben organizzata difensivamente. Gli stessi parigini, però, hanno accettato di rischiare poco e giocare una partita in cui il ritmo era deciso in maniera quasi naturale e spontanea dalle giocate dei talentuosi 22 scesi in campo. L’impressione che si è avuta guardando la partita, infatti, racconta di un match in cui i gol di Ivanovic e Cavani hanno fatto da contorno più che da portata principale.

Basilea – Porto 1-1: Stesso risultato anche a Basilea, dove la squadra di casa si è fatta raggiungere a 12′ dalla fine dal Porto.

La sfida ha seguito il copione più atteso: i portoghesi fanno la partita cercando trame di gioco articolate per aprire la difesa avversaria; gli svizzeri rispondono con una difesa serrata e contrattacchi rapidi per arrivare in porta con pochi tocchi.

Non a caso il gol che sblocca l’incontro, quello di Derlis Gonzalez, arriva da un lancio di 40 metri ma incredibilmente preciso ad opera di Frei. La sfera si accomoda dolcemente sul piede dell’argentino intento a tagliare alle spalle di Alex Sandro prima di battere Vaclik in allungo.

Dopo il gol, però, i rossoblù si rintanano nella loro metà campo concedendo numerose occasioni alla squadra di Lopetegui. A pochi minuti dal termine Danilo si procura e trasforma il calcio di rigore causato dal fallo di mano di Samuel.

Schalke 04 – Real Madrid 0-2: L’unico successo di queste quattro partite è targato Real Madrid e, quasi come fosse una regola non scritta, c’è lo zampino di Cristiano Ronaldo. CR7 ha sbloccato un incontro che stava prendendo un brutta piega per i Blancos, ancora lontani dalla forma migliore. I padroni di casa hanno pagato un atteggiamento troppo attendista e mai spregiudicato. Eppure il campo ha detto che quando lo Schalke avanzava senza paura, con l’appoggio degli esterni di difesa, creava occasioni pericolose e andava vicino al gol. Nella ripresa il Madrid ha saputo amministrare il pallone pur concedendosi qualche amnesia difensiva. Per sua fortuna Ancelotti può disporre di una rosa fornita di campioni in ogni ruolo: stavolta a togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato Marcelo, che si è inventato una conclusione di destro terminata esattamente sotto l’incrocio dei pali. Lo 0-2 finale permette alle Merengues di affrontare il ritorno al Bernabeu con maggior scioltezza.

Alessandro Cappelli