Sono passati 10 giorni dal consiglio comunale che ha decretato la fine dell’amministrazione Brasiello, ma le polemiche in città sono ancora vive. Dopo il manifesto fatto affiggere dal sindaco, in cui non si risparmiano attacchi ai consiglieri eletti nella maggioranza che hanno firmato le dimissioni, anche gli ex consiglieri del gruppo del Movimento Popolare Campano hanno diffuso un documento in cui spiegano i motivi della propria scelta.

Il manifesto del sindaco è una lunga lettera ai propri concittadini, nella quale spiega i motivi che hanno portato alla caduta dell’amministrazione. Brasiello attacca pesantemente i consiglieri dimissionari, tra cui quelli eletti nelle file della maggioranza (Iovine, Faccenda e Ruggiero). “Probabilmente, si è coscientemente scelto di evitare – spiega Brasiello – che i cittadini iniziassero a toccare con mano i risultati del lavoro svolto: risanamento, dopo oltre venti anni, delle casse comunali, accesso ai finanziamenti per la SISTEMAZIONE DI STRADE, SCUOLE ed EDIFICI PUBBLICI, approvazione del nuovo statuto comunale, e tanto altro“.

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Al manifesto non è mancata la risposta dei consiglieri in questione, in particolare Faccenda e Ruggiero del gruppo del Movimento Popolare Campano. Nel manifesto gli ex consiglieri cercano di spiegare le “gravi motivazioni” che hanno portato alle dimissioni dal consiglio comunale, “per palesi ed insormontabili contrasti con il Sindaco per la sua scarsa propensione al dialogo e al coinvolgimento decisionale nell’azione di governo“.

Secondo i consiglieri, come si legge dal manifesto, alla base della decisione ci sono due fattori principali: le modalità di gestione del governo ed il processo decisionale e un progetto di appalto della pubblica illuminazione. Ruggiero e Faccenda, infatti, riprendono il discorso avviato nel convegno pubblico organizzato dal Partito Democratico dove si parlò di un progetto di affidamento del servizio di illuminazione pubblica ad un privato. L’offerta è stata definita una “vera patacca” dall’ingegnere Vitale, dirigente locale del Partito Democratico, per alcune incongruenze tecniche e pratiche.

I consiglieri Faccenda e Ruggiero, comunque, fanno sapere di essersi “opposti in maniera ferma a tale progetto, poichè non ravvisava nessun vantaggio per i cittadini, ma un completo e gigantesco profitto solo per il privato“. Nel manifesto si leggono anche le perplessità del gruppo riguardo al progetto, che non ha visto un avviso pubblico “per creare maggiore concorrenza e trasparenza“, sollevando anche dubbi su come la ditta, romana, abbia presentato il progetto proprio a Grumo Nevano. La questione, comunque, come dicono i consiglieri, oltre ad essere stata esposta verbalmente e pubblicamente è stata anche sottoposta all’amministrazione con un documento protocollato al comune.

In città, quindi, continuano le polemiche dopo la decadenza del consiglio mentre le varie forze politiche sono ancora impegnate nel cercare di costruire progetti da presentare alla città in vista delle elezione del prossimo Maggio.

Francesco Di Matteo