È una guerra mascherata da gioco, parole dure e messaggi terroristici inviati tramite semplici hashtag, atrocità e gesta contro la dignità umana pubblicizzate e rivelate tramite semplici video su youtube. Si sta a man mano degenerando e ancora una volta si spera che il fondo sia questo. “Stiamo arrivando a Roma, se Dio vuole” è la nuova minaccia dell’Isis, esplicitata da Rita Katz, fondatrice del gruppo di intelligence Site (Search for International Terrorist Entities) che ha allegato inoltre foto di convogli di mezzi armati circondati da militanti islamici col volto coperto da passamontagna. R. Katz è un’iraniana di origini ebraiche e partecipa anche attivamente ai briefing con il governo Usa.

Intanto il Site controlla attivamente il sistema propagandistico dell’ Isis tramite i social network. L’ultimissima novità viene dall’Egitto. Da un ufficio di Bethesda un gruppo di esperti informatici hanno scoperto un video che testimonia un gruppo militante dell’Isis intento nel decapitare una ventina di egiziani su una spiaggia libica.
Mantenere la calma è un’utopia, e anche il presidente degli Usa Obama sembra preoccupato immaginando ipotetici futuri sviluppi della situazione. “L’Occidente non è in guerra con l’Islam [..] Sono preoccupato da chi prova odio per i musulmani”. Ripete Obama per poi rivolgersi agli stessi leader musulmani. “Schieratevi nella lotta contro gli estremisti perché la violenza contro innocenti non difende l’Islam, ma danneggia l’Islam e i musulmani”. Il presidente vuole fare le giuste distinzioni. Precisa che la guerra non è contro l’Islam, ma contro coloro che hanno tradito l’Islam. Si tratta inoltre di una guerra che vorrebbe si fermasse sul piano verbale, in primo luogo la rete informatica è la strada più adatta per diffondere i propri messaggi di speranza e qualche importante chiarimento. I terroristi agiscono allo stesso modo. Usano la rete per accalappiare i giovani, plagiarli alla violenza e reclutare le menti più deboli, deluse, alla ricerca di una propria identità, che restano affascinate da questo stile di vita che non ha limiti, né regole. Tutto si muove da un abile lavaggio del cervello che promette un cambiamento, una presa di coscienza e un ideale per cui combattere, non è importante se questo sia giusto o sbagliato, l’importante è ritrovare se stessi e appiccicarsi addosso un’ etichetta che tutto il mondo riconoscerà.

“Gli estremisti non sono leader religiosi, ma terroristi. Nessuna religione è responsabile per il terrorismo” continua il discorso di Obama. Tant’è vero che sottolinea che l’Isis ha ucciso forse molti più musulmani che altri, e proprio questo vuole evidenziare il presidente, iniziando una lotta contro la discriminazione razziale e contro ogni forma di pregiudizio. A nessuno si dovrebbe quindi puntare l’indice contro, nessuna vittima di falsi sospetti, nessuno è colpevole solo perché crede in una fede diversa dalla nostra. L’Isis non agisce in nome di miliardi di persone, compie atti ingiustificabili e cruenti, ma non per questo tutti i musulmani condividono questa propaganda del dolore e della violenza. Di conseguenza ”Tutti hanno interesse a fermare l’Isis, sia gli occidentali che sono attaccati, sia l’Islam e i musulmani, che sono danneggiati dalla violenza contro gli innocenti [..] L’eliminazione dei leader delle organizzazioni terroristiche è una sfida per il mondo intero, non solo per l’America. Bisogna lavorare insieme ai nostri alleati. Ci vorrà tempo, ma li sconfiggeremo [..] per questo invito a mobilitare tutti contro il terrorismo”.
“Odio e intolleranza non avranno mai spazio negli Stati Uniti” conclude il presidente.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.