Sono ancora in atto gli scontri tra la Regione Campania ed il Comune di Napoli per quanto riguarda la realizzazione dell’impianto di compostaggio a Scampia.

È importante sottolineare, però, che questo impianto è molto diverso dalle discariche di cui sentiamo spesso parlare che causano frequentemente problemi alla salute dei cittadini; il compostaggio servirebbe infatti a trasformare i rifiuti di umido, scarti di produzione agricola ed industriale biodegradabili in concime o terriccio ed i rischi sono nulli.

Nonostante ciò, l’idea del Comune di Napoli di porre il nuovo centro di lavorazione dell’umido e produzione di composit in viale della Resistenza a Scampia è bocciata e i fronti di dibattito si schierano: Giovanni Tammaro di “Napoli l’altra” trova ingiusta la costruzione del sito a Scampia ed infatti afferma: “Perché Scampia deve risultare la pattumiera di tutti i problemi della città? Perché realizzare un sito proprio qui, in una zona così densamente abitata, a cinquanta metri da una scuola materna?”. D’altra opinione è il Dott. Roberto Cavallo, uno dei massimi esperti in questo campo, che in un’intervista per NapoliToday ha dato esaurienti spiegazioni riguardo la sua posizione verso la nascita dell’impianto: “Un impianto di compostaggio presenta rischi zero per la salute dei cittadini. Parliamo di impianti che trattano umido, scarti di cucina e di giardino. Il processo di trasformazione, poi, avviene a temperature basse, fino ad un massimo di 70 gradi”.

Ovviamente in questi casi, per permettere il perfetto funzionamento del compostaggio, è assolutamente necessario che la raccolta differenziata sia fatta in maniera impeccabile e che la fase di stoccaggio sia ben organizzata; se così non fosse si riscontrerebbe l’unico danno che l’impianto potrebbe provocare: il cattivo odore. Ma il Dottore tiene a specificare: “L’odore del compost è simile a quello che possiamo sentire in un bosco. Può piacere o meno, ma sicuramente si tratta di un odore per niente dannoso alla salute.”

Cavallo, per continuare a sostenere l’importanza del compostaggio, dà un’ulteriore idea: “Il futuro, che è già il presente in molte grandi città europee come Stoccolma, Oslo, Goteborg, Nantes, Zurigo, Barcellona, sono dei micro-impianti di compostaggio di quartiere da un massimo di 100 tonnellate. Ogni condominio ha la sua piccola compostiera elettrica all’interno della quale i cittadini versano direttamente l’umido. Alcuni esempi di utilizzo di compostiere elettromeccaniche possiamo trovarli anche in Campania, nei comuni di Cuccaro Vetere e Casalvelino. Bisogna capire che il compostaggio non solo non è rischioso, ma rappresenta una bella opportunità di risparmio economico e un’occasione in più per salvaguardare la nostra splendida terra.”

Daniela Diodato

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Daniela Diodato, nata nel 1996, vive a Napoli, diplomata al liceo linguistico G.B. Vico, frequenta il corso di studi di Lingue, culture e letterature moderne europee alla Federico II. Ha una passione per le lingue, le culture straniere ed i viaggi, costantemente alla ricerca di nuove persone e posti da conoscere. È interessata ad eventi culturali, musica ed arte ma anche scuola ed universitá, che la riguardano molto da vicino.