La data per le primarie per le elezioni amministrative di Pomigliano è fissata per domenica 8 marzo.

Giorno in cui gli elettori saranno chiamati a scegliere tra le fila del centrosinistra la persona e il programma per contrastare il centrodestra e riprendere il governo della città operaia.

Oggi è stato l’ultimo giorno per la presentazione delle candidature. Giovanni Russo, docente alla scuola Nunziatella di Napoli e presso il dipartimento di studi umanistici dell’Università Federico II, è stato il primo a presentare la sua candidatura, ufficiale la sua presenza alle primarie già da qualche giorno. <<Il nostro programma  – dice Russo –  si può riassumere nel motto “Pensare globale, agire locale!” atto a riportare Pomigliano al centro della politica nazionale, voltando pagina dal punto di vista industriale, commerciale e culturale. Obiettivi che intendiamo poratre avanti attraverso un filo diretto tra scuola e industria, una riqualificazione del centro storicoe la moltiplicazione di luoghi per l’aggregazione culturale.>>

Fra gli altri candidati, abbiamo il consigliere comunale uscente del PD Vincenzo Romano, che alcuni mesi fa ha fondato il movimento civico “La città che vale”  e che più volte ha espresso posizioni autonome rispetto agli altri consiglieri del suo partito, come quella di lunedì sera quando, durante un Consiglio Comunale straordinario convocato per l’occasione, è stato l’unico dei quattro consiglieri presenti del PD a votare contro una delibera proposta dalla maggioranza per trasferire beni comunali all’Enam, la ditta municipale che si occupa della raccolta e della differenziata dei rifiuti, da anni tormentata da una grave situazione di indebitamento.  Romano: <<Ho sempre votato per la salvaguardia dei lavoratori come feci, ad esempio, quando votai a favore del trasferimento di 22 lavoratori dell’Enam al Comune. In questo caso ho ritenuto di votare contro perché questo passaggio di beni, del valore di circa un milione e mezzo di euro, si basa su crediti che l’Enam vantava nei confronti del Comune per la quale non c’è nessuna certificazione.>>

Ha presentato la sua tanto attesa candidatura anche Michele Caiazzo, ex sindaco e consigliere regionale del Pd.  In questi giorni moltemplici sono stati gli appelli fatti a Caiazzo tramice i social network affinché si candidasse. C’è stato chi come Cristina Mastrapasqua ha preso come spunto la poesia di Bertoldt Brecht, “L’analfabeta politico”, e ha scritto: <<Una volta ho condiviso questa lettura con Michele Caiazzo o meglio, lui l’ha condivisa con me. Abbiamo chiacchierato per un po’ commentandone i versi e verificandone l’estrema attualità. Non sempre si dà il giusto peso ad una poesia, non lo diedi in effetti. Oggi mi è ricapitata sott’occhio e ho avuto ancora una volta occasione di verificarne l’attualità. Alcuni di noi hanno chiesto a Michele di mettersi in gioco ancora una volta, di portare avanti quel percorso iniziato tempo fa che oggi vede i suoi frutti in un rigoroso e propositivo gruppo dirigente. Abbiamo chiesto a Michele di farsi ariete e sfondare insieme a noi il muro che si è innalzato intorno alla casa comunale per favorire quello stesso rinnovamento avuto nel  partito, anche nell’amministrazione della nostra città che da tempo scrive tristi pagine nella nostra storia.>>

Non solo Cristina ha rivolto il suo appello a Caiazzo, ma anche altri come Luigi Russo Spena e Antonio Esposito<<Sono passati quasi cinque anni dalle ultime elezioni che consegnavano la città al centrodestra e siamo ormai prossimi all’appuntamento elettorale. Il bilancio di questi anni di non-governo è sotto gli occhi di tutti ed adesso, finalmente, tocca ai cittadini esprimere un giudizio definitivo sull’azione politico-amministrativa della destra. La politica è buona politica quando è dinamica, quando è in grado di interpretare i propri tempi, di cogliere ciò che i cittadini, attraverso il voto, raccontano, di capire gli errori. Insomma di cambiare. Dunque decidemmo, collettivamente, di reagire con radicalità a quella sconfitta affidando la direzione politica del partito ad un nuovo gruppo dirigente composto da forze nuove e forze giovani, rinnovando la pratica politica del Pd nei metodi e nei voti. Grazie a quella scelta oggi il Partito Democratico parla un linguaggio nuovo, guarda al futuro con speranza. Grazie a quella decisione coraggiosa oggi siamo tra i pochi che occupano tempo, passione ed energie a ragionare della Pomigliano dei prossimi vent’anni, non degli scorsi trenta. Tra le tante circostanze in cui abbiamo interpretato questo nuovo paradigma di pratica politica, c’è un’occasione in particolare in cui abbiamo mostrato plasticamente alla città ed a chi la vivifica cosa fosse questo nuovo PD. È stato il momento in cui più abbiamo scelto di allontanarci dalle discussioni da ceto politico sul ceto politico. E la risposta è stata entusiasmante, di Popolo, vera: la riqualificazione della vecchia stazione della Circumvesuviana e la successiva Festa de L’Unità. Se c’è un evento che qualifica la nuova Comunità che siamo diventati è sicuramente quell’esperimento di partecipazione politica e di valorizzazione dei beni comuni.
Questa città deve tornare avanti. I tempi sono durissimi: serve energia, ma anche tanta esperienza e capacità amministrativa per affrontare con cognizione la più tremenda delle crisi economico-sociali del secolo ed i disastri chequesta amministrazione lascerà in eredità alla ventura. In questi anni, con impegno e passione, abbiamo costruito la nuova squadra ed i nuovi protagonisti. Serve adesso una guida che indirizzi questi entusiasmi. Perciò riteniamo che la scelta più naturale e giusta sia quella di chiedere al miglior amministratore che questa città abbia conosciuto di assumere la guida di questo processo. Le amministrazioni guidate da Michele Caiazzo, dal ’95 al 2005, sono quelle che hanno costruito la città che conosciamo oggi. Erano quelli, come questi, anni di vuoto politico, di incertezza ma anche di speranza. La Politica seppe rispondere. Pomigliano era avanti e seppe entrare con presunzione e prima di altri nel nuovo millennio. Oggi, al di là di ogni finta retorica, viviamo dei lasciti di quelle amministrazioni. Serve di nuovo una guida che sappia portare Pomigliano nel nuovo secolo, che ci faccia tornare avanti. È necessario che quelle esperienze vengano trasmesse e diffuse ad una nuova generazione di amministratori. Serve una guida che formi, finalmente, una nuova classe dirigente per questa Città. Siamo convinti che Michele, per capacità, esperienze e dinamicità, sia il giusto profilo di cui la Città necessita per aprire finalmente questa fase nuova.>>

Caiazzo è stato anche Consigliere Regionale durante la presidenza di Antonio Bassolino, eletto con circa 19mila voti. In Regione ha svolto diversi incarichi tra cui quello di Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti e di componente della Seconda Commissione consilliare “Bilancio e finanza, Demanio e Patrimonio”. E da quanto si evince dai social e dalle ultime statistiche è il candidato favorito.

Simona Pisano