Il sanguigno Landini, battagliero leader Fiom, si appresterebbe ad entrare in politica secondo quanto riportato in un’intervista rilasciata dallo stesso sindacalista al Fatto Quotidiano, dove c’è un virgolettato, “adesso faccio politica” che non esprimerebbe però la volontà di colui che da più parti è visto come un aggregatore di consensi, uno che è capace di reggere lo scontro verbale e che, in definitiva, potrebbe mettere in difficoltà lo stesso Renzi.

Difatti però lo stesso Landini smentisce l’interpretazione data dai più all’intervista sopra citata precisando, con l’eloquio che gli è proprio, che per sfida a Renzi deve intendersi qualcosa che va oltre la normale azione contrattuale, e confluisce invece nella creazione di una coalizione sociale che superi i tradizionali confini dell’azione sindacale e che coalizzi, in una comunione di interessi e di intenti, quanti per vivere hanno bisogno di lavorare.

Insomma Landini smentisce, per il momento.

Ma le sue parole non hanno mancato di suscitare le prevedibili reazioni e prese di posizione da parte di chi dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, sentirsi minacciato dall’entrata in politica del leader della Fiom. Prima di tutti Matteo Renzi, che subito toglie l’originalità alla notizia affermando, ed è vero, che non sarebbe il primo sindacalista che si dà alla politica. Poi ci va giù più duramente, rimarcando come tutte le manifestazioni alle quali ha partecipato il buon Landini sarebbero state propedeutiche alla sua entrata in politica, se fosse vero quanto anticipato dai giornali. Senza contare poi il primo affondo, definiamolo così, di una futura battaglia elettorale affermando che non è Landini che abbandona il sindacato, ma al contrario, è lo stesso sindacato che abbandona il suo leader.

La Fiom, nelle parole del premier, sta tornando a fare le macchine e questo riduce la carismaticità della figura di Landini che quindi ha bisogno di ricollocarsi, di trovare un nuovo ruolo, in politica per l’appunto.

Altre reazioni alquanto freddine sono poi arrivate anche dal portavoce di Susanna Camusso, Massimo Gibelli, che riferendosi alla probabile entrata in politica di Landini sottolinea come la Fiom sia un’altra cosa, ma fa gli auguri al suo leader per quello che potrebbe essere la nuova strada che intende percorrere. Parole quindi non proprio gentili, ma forse dettate da un certo timore reverenziale considerando il fatto che Landini è conosciuto dal grande pubblico, per cui sarebbe in grado di aggregare diverse componenti della sinistra che non si vedono riconosciute in Renzi.

Senza contare poi che le qualità per entrare nell’agone politico le avrebbe tutte: non gli manca l’eloquio fluente e convincente ed è sempre aggressivo nel confronto diretto. Non è un caso infatti che tutti i talk-show non manchino di invitarlo quando si tratta di trovare una voce contrapposta all’azione di governo. Il panorama politico odierno è estremamente fluido. Le alleanze e i patti si fanno e si disfano nel giro di pochi giorni. Ciò che sembrava certo il giorno prima, il giorno dopo non lo è più. Landini ha escluso il suo ingresso in politica, ma forse non è così. Forse ha già cambiato idea.

Francesco Romeo