Quando il peso dell’economica aumenta, non necessariamente in termini di pressione fiscale, ad essere schiacciate sono quasi sempre le piccole realtà che, non potendo far fronte ad un incalzante meccanismo che torchia chi ha di meno, falliscono anche in barba alla propria storia. Non ultimo il caso del Parma che, nel panorama calcistico italiano, potrebbe rappresentare l’ennesima sconfitta di una città il cui club pian piano sta per diventare orfano in un sistema che, nemmeno a dirlo, si regge in piedi proprio grazie ad un habitat economico creato dai più forti, quasi come se fosse una sorta di selezione naturale volta al consolidamento di un mondo soltanto tramite il metro del denaro.

Parma FC: ad un passo dal fallimento

Il Parma ancora non è una società fallita, considerando quest’ultimo termine con il suo significato giuridico/legale, ma per oltrepassare le porte del Tribunale Fallimentare il passo è breve. Lungi da noi star qui ad intricarsi in una disamina  in merito, o nella formulazione di giudizi sommari per poi finire con il populistico “è colpa di tizio”, piuttosto, augurando alla società ducale che le cose possano andare nel migliore dei modi, cercheremo di analizzare quali potrebbero essere le ripercussioni di un suo ipotetico fallimento sul campionato calcistico italiano di massima serie.

L’articolo 53 delle norme organizzative interne della FIGC recita:

“Qualora una società si ritiri dal Campionato o da altra manifestazione ufficiale o ne venga esclusa per qualsiasi ragione durante il girone di ritorno tutte le gare ancora da disputare saranno considerate perdute con il punteggio di 0-3, ovvero 0-6 per le gare di calcio a cinque, in favore dell’altra società con la quale avrebbe dovuto disputare la gara fissata in calendario”.

Ciò significa che, nel girone di ritorno, chi non ha ancora disputato la sua partita contro il Parma, vincerà il match a tavolino per 3-0 aggiudicandosi quindi i 3 punti. I risultati degli incontri già disputati, invece, restano omologati. In tal caso, ne trarrebbero vantaggio tutti i club che ancora devono giocarci contro; ed è subito polemica.

C’è infatti un’unica squadra che nelle prime quattro giornate del girone di ritorno, a differenza di Cesena, Milan e Chievo, non ha vinto con il Parma: la Roma che, avendo pareggiato 0-0, vedrebbe tutte le inseguitrici rimontare 2 punti senza il minimo sforzo. Con il massimo rispetto per tutte le compagini di medio-bassa classifica, per inseguitrici sono da intendersi tutte le squadre a ridosso della zona Europa, o che, come il Napoli, punterebbero al secondo posto, proprio ai danni dei giallorossi, per poter scongiurare la mannaia dei preliminari di Champions. Medaglia d’argento non significa soltanto accesso diretto in UCL, bensì anche oltre 30 milioni di euro che dalla UEFA andrebbero spediti nelle casse dei club aggiudicatisi l’accesso diretto in Champions League (secondo il ranking UEFA, per l’Italia solo i primi due in classifica), liberi a questo punto, di poter avere maggiori facoltà economiche in fase di calciomercato.

Le norme/regole se ci sono vanno rispettate, così come quelle del gioco del calcio e delle sue federazioni, ma se portano ulteriore scombussolamento nel delicato e quasi mai stabile equilibrio della Serie A, verrebbe quindi da chiedersi in questo caso “l’articolo 53 della FIGC (riportato in precedenza) non condiziona il campionato al punto tale da falsarlo?”, subitanea è stata la risposta del Presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio il quale assicura che: “Il campionato non sarà falsato”.

A questo punto, proviamo a confrontare qui di seguito le due classifiche del campionato: l’una senza l’aggiunta dei 3 punti a tavolino, l’altra con l’aggiunta dei 3 punti a tavolino:

Confronto classifiche Serie A a seguito dell'ipotetico fallimento del Parma
Confronto classifiche Serie A a seguito dell’ipotetico fallimento del Parma

Da questo raffronto è evidente che, come anticipato poc’anzi, l’unica società a subire conseguenze negative dall’ipotetico fallimento del Parma è la Roma. Infatti i giallorossi, con l’attribuzione dei 3 punti a tavolino, perderebbero 2 punti nei confronti della Juventus per la lotta allo scudetto (con un distacco che aumenterebbe dagli attuali 9 punti a 12) ed altrettanti nei confronti delle inseguitrici in rimonta. Considerando che mancano altre 15 partite al termine del campionato, con un rapido calcolo matematico risulta immediato come il fallimento dei ducali, in termini sportivi, sarebbe quantizzato in un ammontare di 45 punti da suddividere in quasi tutta la Serie A.

Una piccola parentesi: in altri sport, come ad esempio il basket o il volley, in casi analoghi non c’è alcuna assegnazione di punti, infatti è come se la società senza avversario osservasse un turno di riposo in calendario.

Se si tratta o meno di un campionato pseudo-falsato o di un regolamento che alcuni vorrebbero modificare da tempo, non sta a noi dirlo, ma sul fatto che ancora una volta il calcio sta assumendo le forme/caratteristiche della realtà socio/politico/economica in cui viviamo nostro malgrado, non ci piove.

Fonte immagine in evidenza: google.it

Fonte virgolettati: repubblica.it

Fabio Palliola