Ieri la Commissione Europea ha inviato un segnale molto forte agli Stati membri per porre in essere le riforme strutturali necessarie al consolidamento delle loro finanze pubbliche, in attuazione del nuovo piano di vincoli di bilancio a medio termine stabilito dal nuovo collegio dei Commissari nello scorso Novembre e confluito nel piano di sorveglianza della crescita annuale per il 2015.

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Dei sedici paesi identificati in Novembre come sottoposti a squilibri macroeconomici, la commissione ne ha “declassati” tre, Francia e Bulgaria hanno raggiunto il quinto gradino della scala di intervento (alla fine della quale, cioè al sesto livello, c’è l’avviamento della procedura di infrazione), la Germania vede peggiorare la sua posizione di un gradino, evidenziando uno squilibrio nella bilancia commerciale che necessita di decisive azioni politiche ed un continuo monitoraggio da parte delle autorità. La Commissione ha inserito in questo programma di monitoraggio anche Romania (al secondo livello) ed il Portogallo (al quinto livello) a causa della fine del programma di assistenza finanziaria cui avevano aderito, mentre altri dieci paesi non hanno subito variazioni di stato.
Alla Francia vengono concessi due anni di tempo per far rientrare il deficit eccessivo, includendo una serie di checkpoint per verificare il rispetto dell’allineamento fiscale a partire dal prossimo Maggio, ciò è previsto per dare alla Francia un tempo sufficiente per sviluppare ambiziose riforme strutturali.
Per quanto attiene agli sforzi fiscali compiuti nel tentativo di allinearsi ai piani di rientro, la Commissione raccomanda che nessuna procedura per deficit eccessivo venga attivata nei confronti di Belgio, Italia e Finlandia, anche se le decisioni di questi stati non sono perfettamente allineate con il valore di riferimento del debito, ciò è dovuto all’elevata considerazione che la Commissione sta dando alla loro posizione economica e di bilancio a medio termine, in attuazione del art. 126 comma 3 del TFUE.

Le dichiarazioni del vice-presidente Valdis Dombrovskis, responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, confermano “l’alta considerazione data al contesto economico globale e nazionale riguardo alla valutazione dei piani di riforme fiscali di Beglio, Francia e Italia”, mentre il commissario Pierre Moscovici, responsabile per economia, aspetti finanziari, tassazione e consumi, sostiene che “saranno utilizzati tutti gli strumenti legali a disposizione della Commissione per l’incoraggiamento e l’accelerazione delle riforme necessarie al rientro dei deficit strutturali entro i parametri stabiliti nei patti del 2011″.
Nello specifico riportiamo quanto evidenziato dalla Commissione per Italia, Francia e Germania.

La Germania è sottoposta a sbilanci macroeconomici che richiedono decisive azioni politiche e continuo monitoraggio, i rischi sono aumentato alla luce della persistente insufficienza degli investimenti pubblici e privati rappresentando un freno per la crescita e contribuendo ad incrementare il surplus della bilancia dei pagamenti. Le azioni necessarie devono essere rivolte alla riduzione dei rischi derivanti da ripercussioni negative delle vicende economiche e monetarie dell’Unione.

La Francia sta affrontando “eccessivi squilibri macroeconomici che richiedono azioni politiche decisive e monitoraggio specifico”, ciò significa che la Commissione a Maggio prenderà o meno in considerazione l’attivazione della Procedura per Deficit Eccessivo, in base al Programma di Riforme Nazionali annunciato dal governo francese per quella data. In un contesto di bassa crescita e bassa inflazione, accoppiato ad una scarsa profittabilità delle imprese, e dato l’insufficiente risposta politica, i rischi in cui incorre l’economia francese sono legati al deterioramento della competitività e dal crescente tasso di indebitamento del governo francese. Le azioni necessarie devono essere rivolte alla riduzione degli effetti avversi sull’economia francese di eventuali sviluppi negativi della situazione economica e monetaria dell’Unione.

Anche l’Italia sta affrontando eccessivi squilibri macroeconomici, che richiedono l’adozione di politiche decisive e monitoraggi specifici. In un contesto di debole crescita economica e la persistenza di bassi livelli di produttività, i rischi per le finanze italiane derivano dall’eccessivo indebitamento pubblico e dalla scarsa produttività del lavoro in Italia.

Le raccomandazioni fatte in questa sede dalla Commissione saranno discusse alla riunione ECOFIN del prossimo Marzo.

Marco Scaglione