Sarà difficile spiegarlo agli studenti che dall’anno accademico 2012-2013 hanno visto aumentare la tassa regionale per il diritto allo studio del 132%: da 60 euro a 140, ma è davvero così. All’interno della sede di Monte Sant’Angelo della Federico II piove. In questa foto noterete una macchia d’acqua all’interno dell’aulario A.

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Ci rendiamo conto che non stiamo svelando nulla di nuovo viste le numerose segnalazioni giunte in redazione e, per questo motivo, abbiamo deciso di trattare l’argomento con dovizia di particolare. Le già citate aule A non sono le uniche ad avere questo problema, anzi l’immagine che ci hanno fornito sembra addirittura sminuire la situazione che altrove è, se possibile, peggiore. Infatti, se in questo caso si parla di un corridoio, nell’aulario T ci sono perdite anche dai soffitti delle aule: un po’ ovunque, insomma. E pensare che la notizia riguarda una struttura moderna come quella fra Fuorigrotta e Pianura, forse la più recente della Federico II, e non della sede centrale in Corso Umberto costruita circa otto secoli fa. Aggiungendo che gli studenti di Economia sentono parlare spesso di un passato glorioso riguardante la loro Università, che è stata il primo centro di Studi statale al mondo, e della loro facoltà, la prima cattedra di Economia al mondo (1754) affidata ad Antonio Genovesi, possiamo solo immaginare la loro rabbia.

Alcuni ragazzi di scienze economiche ci hanno detto:

“La prima nozione del primo giorno è che con le tasse che paghiamo non riusciamo a restituire nemmeno una parte del servizio che il settore pubblico investe sull’Università”.

Poi continuano:

 “Quello che non ci spieghiamo è perché paghiamo tasse via via maggiori – regionali e non, ndr – per un disservizio ed una formazione che non è più di primo livello come qualche decennio fa”. 

I servizi diminuiscono, non solo all’interno dell’Università, ma anche all’esterno: gli studenti di provincia hanno visto un aumento dei biglietti dei mezzi di trasporto e la stessa inefficienza di sempre dei mezzi che dovrebbero collegare i paesi a nord e sud di Napoli con il centro della città. Addirittura la stazione metro Campi Flegrei, che dista circa 4 km dalla sede universitaria – la più vicina, ndr – ha orari che non conciliano mai con quelli di partenza degli autobus in direzione dell’Università. Uno scoordinamento di cui gli studenti sono stanchi. Questo avvilimento li porta spesso a preferire mezzi privati a quelli pubblici ma, oltre al danno la beffa, Via Cinthia è una strada in condizioni critiche e, soprattutto dopo le piogge di questi periodi, il rischio è di incappare in una buca e rovinare la propria auto o qualcosa di peggio. Sì, proprio così. Ieri, infatti, il centro di un incrocio di Pianura è sprofondato 10 metri sotto il livello della strada. La zona è stata chiusa al traffico e sembra non ci siano stati danni a persone o cose.

Pare che a questi ragazzi, del diritto allo studio, sia rimasta solo la tassa.

Ferdinando Paciolla