Caos generale regna nell’attuale panorama politico campano in vista delle elezioni regionali in primavera. Mentre i vari Salvini, Renzi, Berlusconi sono intenti a delineare le linee guida delle possibili alleanze volte a garantire un successo su scala nazionale, il Partito Democratico si trova a dover risolvere alcune controversie sorte tra i suoi militanti e che potrebbero senza dubbio destabilizzarne l’ambiente.

Il gioco di alleanze messo in atto dal vertice dello stesso PD, Matteo Renzi, sta facendo storcere, e non poco, il naso a molti esponenti del partito. In vista delle primarie di domenica 1 marzo, infatti, Renzi perde un pezzo importante come quello dell’europarlamentare Massimo Paolucci che ha presentato le sue dimissioni dopo essersi schierato proprio contro le politiche del primo ministro. ‘’Ho sempre pensato che il PD sia lo storico approdo delle diverse esperienze e culture del centrosinistra italiano – dichiara Paolucci – quel che non posso tollerare è vedere il mio partito trasformarsi geneticamente. Non posso accettare che il prossimo presidente della regione Campania sia scelto sulla base di un voto determinate del centro destra’’. Questo il duro sfogo del parlamentare del gruppo Socialisti e Democratici in Europa. ‘’Tutti sanno che le nostre prossime primarie saranno un grande revival di Forza Italia’’ conclude lo stesso Paolucci.

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In questo clima di tensione pre-elettorale si aggiunge la polemica Tartaglione-Vaccaro. “Tra me e il segretario Renzi c’è una totale identità di vedute: ambedue sappiamo che per la democrazia e l’integrità delle casse pubbliche Caldoro è meglio di De Luca e Cozzolino. Ma lui non lo può dire. Mentre noi che abbiamo qualche responsabilità in meno possiamo dire anche le verità più scomode’’. Questa la dichiarazione del deputato del PD Guglielmo Vaccaro, molto legato alle decisioni del Premier dichiarando di essere d’accordo sulla scelta di perdere intenzionalmente le elezioni Regionali in Campania. “Comprendo la scelta di Renzi, se l’obiettivo è perdere le elezioni in Campania la sua scelta è vincente. Abbiamo il dovere di dargli credito, ma quando il 70 percento del partito, chiunque tu sia, Cozzolino o De Luca, non ti riconosce e solo parzialmente ti sosterrà, si possono accettare scommesse che si perdono le elezioni. E siccome io sono sostenitore di Renzi farò in modo che quello che lui vuole si realizzi”.

Un Vaccaro che in questa sua arringa non risparmia critiche neanche al segretario regionale del Partito Assunta Tartaglione: “Una personalità che si è rivelata inadeguata e che dovrebbe al più presto presentare le sue dimissioni per salvare almeno il decoro – e aggiunge – hanno voluto mettere alla guida del bus su cui tutti viaggiavano una persona che non aveva dimestichezza con la complessità della guida del partito campano e stiamo finendo tutti in un burrone. Io ho il vantaggio di non essere mai salito su quel bus”.

Non si fa attendere la risposta del segretario con una nota sulla pagina ufficiale del Partito Democratico: “Vaccaro impari a rispettare le regole, gli elettori e il PD o si dimetta. Se pensa di poter cambiare bandiera, candidato o di ritagliarsi le regole a suo piacimento gli ricordiamo che non può disporre del partito come del suo sarto personale altrimenti si dimetta. Il PD risponde solo ai suoi elettori, ai militanti e ai suoi regolamenti e non faremo certo prevalere la vanità personale di nessuno’’.

Botta e risposta non molto amichevole dunque tra i due, che hanno caricato l’ambiente di ulteriore astio, rendendo ancora più nette le fratture presenti all’interno del gruppo di centrosinistra. Non resta che attendere gli esiti delle primarie di Domenica per comprendere quali saranno le decisioni ai piani alti in vista dello sprint finale per le Regionali e come e se le scissioni interne riusciranno a vedere una fine.

 

Vincenzo Marotta

 

fonti: napoli-repubblica.it, irpinianews.it, salernonotizie.it

fonti media: agenparl.com, napoli.corriere.it