Giannini: otto anni per vedere a pieno regime la riforma de “la Buona Scuola” 

Dopo il fallimento della Festa della scuola del PD, che si è concluso tra contestazioni e polemiche per il Presidente del Consiglio Matteo Renzi accusato di demagogia dal pubblico di precari, giungono dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini notizie più precise riguardo obiettivi, numeri e modalità del decreto legislativo che farà “ripartire l’Italia dalla scuola” a detta di Matteo Renzi.

Il Ministro Giannini, a sua volta contestata dai precari per la mancata abrogazione della riforma Gelmini e dello stop alle “classi pollaio”, ha infatti descritto il più volte citato “Piano di assunzioni straordinario” da effettuare tramite concorso pubblico; circa 148 mila secondo il documento la Buona Scuola saranno gli insegnanti assunti esclusivamente tramite concorso, si proverà il più possibile a svuotare le graduatorie ad esaurimento, chiuse da tempo, ma che per legge assegnano ancora il 50% dei posti disponibili, anche per adattarsi alla sentenza della Corte Europea, per cui deve essere stabilizzato un precario che ha prestato servizio per oltre 36 mesi sul posto vacante.

Il progetto del governo prevede anche il potenziamento di alcuni insegnamenti, come lettere e matematica ma anche arte, musica, le lingue straniere. E ancora attenzione sarà data alla scuola digitale e al ‘sostegno’. Fondamentale nel progetto del governo sulla buona scuola è l’alternanza scuola-lavoro: Giannini ha ribadito l’importanza di una esperienza lavorativa durante il corso di studi per l’arricchimento della formazione sociale ammonendo gli imprenditori sul coinvolgimento dei giovani nelle aziende come investimento per il futuro.

Il Ministro non si esime neanche dal toccare un argomento spinoso come il merito degli insegnanti; la questione che ha sempre incontrato opposizione sembra essere libera di ostacoli, si prevede infatti un rapporto di autovalutazione presentato da ogni scuola e il peso del “merito” per il 70% negli aumenti di stipendi, poiché lo scatto di anzianità non scomparirà del tutto dal decreto. Preoccupano il mondo della scuola non solo i contenuti della riforma ma anche i tempi; Renzi vuole il provvedimento pronto per l’autunno, Giannini afferma che 8 anni sono necessari per attuare pienamente la riforma che avrà una “visione d’insieme” occupandosi di edilizia scolastica, finanziamenti, digitalizzazione e la tanto attesa rivisitazione dei programmi. E intanto si corre contro il tempo per scogliere gli ultimi nodi sulle coperture finanziarie.

Valentina Di Micco