Ieri, venerdì 27 febbraio 2015, l’ISTAT ha pubblicato la seconda nota mensile sull’andamento dell’economia italiano concludendo che: “Per il primo trimestre 2015 è previsto un ritorno alla crescita del PIL.”

ISTAT: lo scenario economico internazionale

prezzo petr

Ad introduzione e premessa alle previsioni di crescita c’è la descrizione dello scenario economico internazionale caratterizzato dal rallentamento dell’economia USA, misurato dalla diminuzione della fiducia dei consumatori e dalla riduzione delle vendite al dettaglio (-0,8%), nell’area euro invece si sta verificando un’inversione di tendenza con la risalita degli indicatori di fiducia che “lascia presupporre un miglioramento ciclico nei prossimi mesi”. A ciò va aggiunta l’inversione del trend mostrato dal Brent (qualità di petrolio rappresentante lo standard del greggio estratto nel Mare del Nord) che ha recuperato il 18% del proprio valore rispetto al mese precedente tornando ai 60 dollari al barile, inversione alimentata dalle attese di un calo di offerta dello shale oil statunitense in seguito al dagli degli investimenti dovuto all’abbassamento del prezzo del barile di greggio registrato negli ultimi sei mesi del 2014.

ISTAT: lo scenario produttivo

In questo contesto viene presentata la congiuntura italiana della produzione. I tecnici hanno buona ragione di sostenere che il risultato stazionario dell’ultimo trimestre dell’anno sia dovuto al deterioramento della spesa in investimenti, con il PIL che però sarebbe stato sorretto dall’andamento dei consumi privati e dalle performance positive delle esportazioni. Il trimestre finale del 2014 ha confermato le differenze negli andamenti dell’industria in senso stretto e delle costruzioni, con ritmi produttivi positivi nella manifattura. Tale recupero produttivo è imputabile all’aumento della quota dei settori in espansione, il 2014 resta comunque un pessimo anno vista la terza contrazione annua consecutiva dei volumi di produzione (-0,8% al netto dei giorni di calendario), fenomeno comunque attenuatosi rispetto ai due anni precedenti. Il fatturato industriale sul mercato nazionale è diminuito in valore dell’1,2%, confermando la debolezza del mercato interno italiano.

Nel quarto trimestre del 2014 l’indice di produzione delle costruzioni ha continuato a mostrare un’elevata variabilità, registrando nel mese di dicembre un +2,3% in contrasto con il crollo di 3,9 punti percentuali registrato nel mese di novembre. Al netto degli effetti di calendario la riduzione annuale risulta comunque marcata (-6,9%) e le inchieste sul giudizio degli imprenditori in merito agli ordini ed ai piani di costruzione sono rimasti ai libelli insoddisfacenti di inizio 2014, non lasciano margini per previsioni positive del settore, anche se sul mercato delle abitazioni è atteso un miglioramento delle condizioni di domanda sostenute dal miglioramento delle condizioni di accesso al credito bancario (sondaggio congiunturale della Banca d’Itaia relativo a T4).

Più confortanti le statistiche sul commercio estero, sostenute dal maggior quantitativo di ordini provenienti dai mercati UE, in calo le importazioni (-1,6%) attribuibile al calo degli acquisti dai mercati extra-UE. In sintesi si è assistito ad un consolidamento del surplus della bilancia dei beni (pari a oltre 42,8 miliardi di euro) favorito anche dalla riduzione del passivo della bilancia energetica e dal modesto incremento dell’attivo delle produzioni manifatturiere.

In crescita l’indice generale del fatturato dei servizi (+0,8% nel quarto trimestre del 2014 dopo le diminuzioni osservate nel secondo e terzo trimestre), sintesi dell’evoluzione favorevole dei comparti del commercio all’ingrosso, di trasporto e magazzinaggio, dei servizi di alloggio e ristorazione e dell’attivitià di noleggio, agenzie di viaggio e di supporto alle imprese. Andamenti ancora negativi si sono osservati per i servizi di informazione e comunicazione (-1,9%).

indice fatturato industria

ISTAT: gli effetti su prezzi, famiglie e lavoro

Dopo un’analisi della produzione, la nota si sofferma sul mercato del lavoro e sui consumi delle famiglie. La spesa delle famiglie residenti e delle Istituzioni Sociali Private dopo aver registrato un lieve incremento nel terzo trimestre del 2014 vede confermato il suo andamento dalle informazioni disponibili per il quarto trimeste sui flussi di vendita al dettaglio (-0,1%) e sui prezzi al consumo (-0,2%). In febbraio si è registrato un deciso miglioramento del clima di fiducia dei consumatori sia nella sua versione composita, sia nelle sue singole componenti, fatta eccezione per quella relativa all’opportunità attuale d’acquisto di beni durevoli. Si concretizzano sui prezzi al consumo gli effetti, diretti e indiretti, dei forti ribassi delle quotazioni internazionali del petrolio. L’indice registra una caduta dello 0,6% su base annua a gennaio e, in base a stime preliminari, dello 0,2% per il mese di febbraio. Alla riduzione dei prezzi energetici, hanno contribuito il calo dei listini per la componente non regolamentata e la diminuzione di inizio anno delle tariffe di gas ed elettricità. La riduzione dei costi di produzione, che si trasmette all’intero sistema dei prezzi, contribuisce a contenere l’inflazione di fondo. Lieve accelerazione invece per l’inflazione del comparto dei serizi.

Il mercato del lavoro continua a non mostrare chiari segnali di un’inversione di tendenza rispetto a quanto osservato nei mesi scorsi, il tasso di posti vacanti nell’industria e nei servizi è rimasto stabile, riflettendo la fase di stagnazione che si osserva dal lato della domanda di lavoro. Le attese di occupazione formulate dagli imprenditori nel mese di Febbraio per i tre mesi successivi continuano ad essere differenziate tra i principali comparti produttivi, risultando in crescita nella manifattura, stabili nei servizi e in peggioramento nel settore delle costruzioni.

ISTAT: le previsioni

Dal quadro disegnato emerge che nei mesi a cavallo tra la fine del 2014 e l’avvio del 2015 le indicazione fornite dai più recenti indicatori congiunturali, pur contrastanti ed eterogenee tra comparti produttivi, avvalorano lo scenario di un ritorno alla crescita del Pil. Nel quarto trimeste il fatturato complessivo dell’economia italiana è tornato positivo, caratterizzato da una variazione positiva del comparto dei servizi che include anche le vendite al dettaglio a fronte di un apporto negativo dell’industria. In aumento il clima di fiducia delle imprese italiane, grazie a rialzi significativi nei servizi di mercato, e ad aumenti nel settore manifatturiero e nel commercio al dettaglio. Il modello di previsione di breve periodo di Istat segnala quindi “un ritorno alla crescita nel primo trimestre, con una variazione congiunturale reale prevista pari a 0,1% con  intervallo di confidenza compreso tra -0,1% e 0,3%”.

profilo congiunturale

Marco Scaglione