Si chiamava Gaetano Zarra nel film “Il camorrista”, la pellicola che ha ricostruito e raccontato in maniera quasi perfetta la vita e le vicende di Raffaele Cutolo, lo storico boss di Ottaviano.

È morto per un infarto ieri sera, intorno alle 20:00 nel carcere di Ferrara Pasquale Barra, settantadue anni, mentre scontava l’ergastolo per i delitti e i reati commessi nel ventennio in cui a governare l’area vesuviana c’era proprio Cutolo.

Soprannominato l’animale, il boia delle carceri e lo studente di Vesuviano, Barra aveva commesso più di settanta omicidi. Nel film di Giuseppe Tornatore sono storiche e brutali le immagini dell’attore che interpreta il suo ruolo mentre mangia il cuore di Frank Titas. Nella realtà Pasquale Barra, però, ha veramente fatto qualcosa del genere al malavitoso milanese Francis Turatello, nel carcere di Nuoro, il 17 agosto del 1981.

Fu il primo collaboratore di giustizia del clan Cutolo, un pentimento attuato per vendicarsi del professore, dopo che quest’ultimo, proprio per l’omicidio di Turatello, dichiarò alla mafia siciliana di non esserne stato il mandante ma che, al contrario, lo studente aveva fatto tutto da solo.

Al fine di ottenere maggiore tutela in carcere e per paura di essere ucciso, Pasquale Barra fece alcuni nomi di affiliati alla nuova camorra organizzata, tra i quali spiccò quello di Enzo Tortora, giornalista, conduttore televisivo, poi europarlamentare, definendolo responsabile del traffico di droga. Dopo sette mesi di carcere ai domiciliari, le accuse risultarono infondate.

Nel maggio del 2009, Pasquale Barra, pur essendo originario di Ottaviano, nel corso di un’udienza a carico di Cutolo, dichiarò di non aver mai conosciuto né Raffaele né Rosetta.

Anna Lisa Lo Sapio

Fonte immagine di copertina: l’Unità via ANSA

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Nata in provincia di Napoli, 11/06/1983. E’ Laureata in Scienze Politiche. Inizialmente, ha lavorato nell’area commerciale di alcune aziende ma ha presto capito che la sua strada non poteva avere a che fare solo con l’aspetto economico della vita. Amante della storia e appassionata dei segreti di Stato, ha realizzato studi e ricerche sulla società italiana durante gli anni di piombo e sui motivi che spingono l’uomo a commettere stragi e ribellioni contro altri uomini. Di se stessa dice : “Meglio vivere una verità difficile che una bugia comoda”.
Vive a Edimburgo.
Per scriverle: losapio.annalisa@libero.it