Nella giornata di venerdì 27 Febbraio, l’Unione Sindacale di Base ha svolto laggiornamento dell’audizione riguardante la vicenda dell’amianto nell’ITIS Volta di Napoli, presso la sede del Consiglio della Regione Campania, per sfidare le istituzioni interessate a prendere imminenti provvedimenti al riguardo.

foto amianto 9 2007Nell’anno 2011, attraverso alcune inchieste, è emerso che nell’ITIS Alessandro Volta di Napoli le lezioni si svolgevano su pavimenti costruiti in amianto dopo il terremoto, mettendo in serissimi rischi di salute gli studenti, nonché tutto il personale lavorativo formato da docenti e collaboratori, considerando l’alto tasso cancerogeno dell’amianto.

Nello scorso autunno, l’USB ha dichiarato di voler perseguire iniziative per salvaguardare l’istituto opponendosi alle misure di speculazione finanziaria, e cercando di ripristinare il diritto alla sicurezza nelle scuole. Nel solo ultimo anno, al Volta di Napoli il numero di iscrizioni è calato da più di 1000 studenti a circa 700.

Questo a dimostrazione del fatto che sono emerse delle vere e proprie insorgenze che hanno sfatato alcuni pregiudizi considerati cliché quando si parla di istruzione pubblica: il primo è che nelle scuole italiane, come pensano molti genitori, la sicurezza sia un’offerta scontata ed ovvia; il secondo, è il pensare che nelle scuole non ci siano dei conflitti di interesse.

foto amianto 5 2010All’ITIS Volta infatti, quando cominciarono i lavori con i fondi strutturali di 32 mila euro, soltanto 7 mila euro furono spesi per la riqualificazione della struttura. I restanti 25 mila euro non sono stati catalogati in nessuna iniziativa per la messa in sicurezza, né per eventuali incentivazioni di merito agli studenti. Quando si scopre la questione delle pavimentazioni in amianto, i fondi vengono bloccati. Come ci rivela Franco Specchio, docente e coordinatore regionale del Pubblico Impiego USB: “Alcune colleghe, le quali definirei schiavizzate dal Preside, in un episodio furono addirittura costrette a spazzare i pavimenti, a spostare mobili e mettere le aule in ordine, sono state vittime per il ravvicinato contatto con le polveri d’amianto… assurdo”. E prosegue: “Nel 2012 compare all’ITIS Volta un taburato di gomma nero. Non si sa chi ce l’abbia messo clandestinamente, e la scuola nega ogni responsabilità. Noi siamo a conoscenza del fatto che esiste una Commissione Speciale per le bonifiche e le ecomafie, la terza commissione, la quale dovrebbe dire ai conduttori degli uffici pubblici, e quindi anche ai dirigenti scolastici, che una volta effettuate le inchieste e scoperti i disastri ambientali, non se ne può annullare una responsabilità. Ma oggi il preside del Volta non era presente: cosa molto significativa.”

L’USB nel frattempo continua questa battaglia rassicurando sul fatto che “siamo tutti soliti pensare che le cose si possano cambiare soltanto una volta accaduta la catastrofe, ma noi non la pensiamo così.” L’USB  continua il percorso di informazione e denuncia contro le vertenze che colpiscono la sicurezza nelle scuole pubbliche. L’intento di questo percorso è sicuramente volto al riconoscimento di una problematica che non vede protagonista la sola Campania – forse la più colpita, perché cresciuta nel fenomeno della Terra dei fuochi e dei tumori, ma l’Italia intera.

foto amianto 6 2011Attraverso le procedure legali, l’Unione Sindacale di Base ha constatato che l’esposizione alle polveri d’amianto ha provocato dei danni esistenziali, diversi e distanti da quelli di carattere biologico. Franco Specchio dichiara che le AA.SS.LL hanno sempre evitato di correlare le cause dei disastri ambientali a malformazioni genetiche: eppure, esistono malattie specifiche che dimostrano un tasso di mortalità 7 volte superiore a chi è esposto all’amianto.

Continua dicendo che secondo le recentissime statistiche condotte dalla comunità scientifica, nei soli mesi di Gennaio e Febbraio 2015 si sono registrati dei picchi di insorgenza per patologie  da esposizione all’amianto, con delle impennate che sono doppie rispetto alle stime precedenti. E all’ITIS Volta il problema delle pavimentazioni in amianto sussisterà fino all’anno 2020.

Il Segretario Regionale USB dichiara infine a Libero Pensiero la sua contentezza nel percorso di lotta intrapreso: “Il problema dell’inquinamento con l’amianto, che rientra nel complesso quadro della sicurezza nelle scuole, è un problema che non può essere sminuito. Ci hanno definito degli allarmisti, ma noi non abbiamo l’intento né l’intenzione di intimorire studenti, genitori e lavoratori, bensì di informali ed avvicinarli in un’unica forza che sappia fare coalizione contro le morti e per il bene della scuola. Il problema in Campania è sicuramente più catastrofico perché parliamo della già martoriata terra dei fuochi, ma credo sia positivo il fatto che ad oggi riusciamo a far emergere questi problemi, cosa che avrebbero dovuto fare la magistratura, le AA.SS.LL, la Provincia, la Regione, e che invece hanno voluto sminuire dietro la giustificazione di mancati fondi.”

Le foto rappresentano la situazione nell’ITIS Volta e risalgono al 2011

Alessandra Mincone