L’altro giorno sono stato intervistato da Qelsi (http://www.qelsi.it/2015/interviste-alla-societa-civile-corrado-rabbia/) e, alla domanda di quale fosse il primo provvedimento economico che mi sarei aspettato dal mio Presidente del Consiglio ideale, ho risposto senza esitazioni l’abolizione di tutti gli ordini professionali e una campagna di liberalizzazioni in tutte le attività economiche.

Senza dubbio questi sarebbero due interventi che favorirebbero molto una nuova centralità all’individuo e aiuterebbero i giovani a trovare strade oggi chiuse da un sistema feudale di corporativismi e clientelismi, ma certo non risolverebbero una situazione economica che continua a peggiorare, nonostante le esultanze per la minima ripresa che arriverà nei prossimi mesi.

Per questa ragione appena terminata l’intervista ho cercato di elencare tutte le iniziative che ritengo urgenti per rilanciare il paese e, guarda un po’, me ne sono uscite dieci, i miei dieci comandamenti:

  1. Taglio di mezzo milione di dipendenti pubblici
  2. Ricalcolo delle pensioni con il metodo contributivo
  3. Abolizione delle Regioni
  4. Accorpamento dei comuni con meno di 20.000 abitanti
  5. Chiusura delle Fondazioni bancarie
  6. Cancellazione dei sussidi alle imprese
  7. Vendita delle municipalizzate
  8. Abolizione di tutti gli ordini professionali
  9. Fissazione in Costituzione di un tetto massimo alla spesa pubblica
  10. Riduzione di tasse e spese per almeno 100 miliardi

Non potendo affrontarli tutti in un solo post, ho deciso di proporre un percorso in 10 tappe ed aprire, spero, un confronto ampio e schietto su ogni singolo intervento.

Con il prossimo articolo parleremo quindi del primo comandamento, e cercheremo di far capire come un’iniziativa sicuramente impopolare, che qualcuno non stenterebbe a definire “di macelleria sociale”, se guardata con un po’ di visione laterale potrebbe assumere contorni molto differenti rispetto ad una banale e superficiale critica. Per raccogliere i contributi e le opinioni di tutti coloro che avessero voglia di partecipare al dibattito, vi invito a contattarmi al mio indirizzo mail 1c.rabbia@gmail.com. A giorni si inizia, dite la vostra.

Corrado Rabbia