«Racket e usura potranno essere sconfitti solo se le vittime denunceranno e collaboreranno con le istituzioni» sono parole che Roberto Helg, presidente della Camera di Commercio di Palermo e vicepresidente della Gesap, società di gestione dell’aeroporto Falcone-Borsellino, ha pronunciato nel 2014 alla manifestazione per il decimo Premio Grassi, ergendosi a paladino della legalità contro la piaga dell’usura.

Non poteva saperlo Roberto Helg, che a meno di un anno di distanza quelle parole impregnate di giustizia sarebbero state la sua condanna.

Risale a ieri pomeriggio l’arresto di Helg con l’accusa di estorsione. Il fermo si configura come l’ultimo atto di indagini messe in moto proprio dalla vittima, il titolare delle pasticcerie Palazzolo, che ha denunciato il presidente alle autorità competenti.

Il commerciante si era rivolto a Roberto Helg per ottenere una proroga triennale a condizioni favorevoli del contratto d’affitto di uno degli spazi commerciali dell’aeroporto. Roberto Helg, in risposta, aveva chiesto all’imprenditore 100 mila euro affinché venisse accolta la richiesta. Il vicepresidente della Gesap, spiega un comunicato dei carabinieri, «ha preteso, oltre alla consegna di una somma in contanti di 50 mila euro, l’impegno da parte del commerciante alla corresponsione rateale di 10 mila euro al mese con il contestuale rilascio, in funzione di garanzia dell’impegno, di un assegno in bianco»; queste, dunque, le modalità di pagamento della somma estorta.

Al momento dell’arresto, il funzionario pubblico è stato trovato in possesso di 30 mila euro in contanti e di un assegno in bianco, elementi che hanno confermato la modalità di estorsione denunciata dall’imprenditore.
In sede di interrogatorio, Roberto Helg ha dapprima negato l’evidenza, tentando di giustificare il possesso di prove più che evidenti a suo carico; in un secondo momento, messo dinanzi a registrazioni inoppugnabili, ha confessato il proprio reato, spiegando di aver ceduto alla corruzione solo perché costretto dalla necessità: «L’ho fatto per bisogno, mi hanno pignorato la casa».

«Bisogno» è la parola chiave dell’autodifesa dell’uomo che ha sempre sostenuto la lotta alla corruzione, il sostegno alle vittime, il coraggio di denunciare e la necessità di non essere soli in questa battaglia. Una giustificazione che sembra voler dire che lo stato di necessità è motivo sufficiente per calpestare la legge, i principi e la propria immagine.
Attualmente, Roberto Helg è detenuto presso il carcere Pagliarelli. Il suo legale si è già mosso per ottenere gli arresti domiciliari, motivandoli con l’età avanzata e la cardiopatia del proprio cliente.

Rosa Ciglio