Enrico Angelini, partigiano di 90 anni di Foligno, appena è venuto a sapere che qualcuno aveva asportato la targa commemorativa e imbrattato con una svastica nazista le mura del rifugio della Resistenza a Cascina Rodicosa, è voluto andare di persona a cancellare il  gesto infame. Una volta sul luogo, tra le lacrime, con sverniciatore e raschietto ha ripulito tutto e incastonato una rosa rossa laddove c’era la targa. Su quelle montagne umbre, nella notte tra il 2 e il 3 febbraio del 1944, 24 giovani partigiani furono catturati dai nazisti. Alcuni furono deportati a Mathausen, altri a Flossenbürg dove morirono. Una storia che pochi conoscono o che non ricordano.

L’anziano partigiano quella notte aveva 19 anni ed era lì a combattere i nazifascisti con i suoi compagni della V Brigata Garibaldi, battaglia in cui perse i suoi cari amici Franco Santocchia, Franco Pizzoni e Augusto Bizzarri. Queste le sue parole a proposito: ”Quella scritta era troppo insultante. A chiunque l’abbia pensata e disegnata, al di là del fatto che non conosce la storia dell’Italia e della città di Foligno, auguro di vivere abbastanza per ravvedersi. Chiunque sia stato ha tentato di cancellare la storia recente della nostra città. Io, invece, ho voluto semplicemente cancellare un’offesa insensata, per riaffermare il valore della memoria storica, nella speranza che la targa commemorativa sia presto rimessa al suo posto”.

Per il suo gesto Angelini si è meritato il ringraziamento pubblico del presidente della Regione Umbria: “Voglio pubblicamente rivolgere un ringraziamento a nome della Regione Umbria – dice la presidente Catiuscia Marinial partigiano Enrico Angelini che, a Foligno, è andato personalmente a cancellare la svastica che alcuni irresponsabili hanno posto come sfregio al sacrario dei deportati della seconda Guerra mondiale”. Parole di stima anche dalla vicepresidente della Camera, Marina Sereni, da cui il partigiano ha ricevuto anche una telefonata: ”Grazie ad Enrico per quello che ha fatto in gioventù, quando decise di combattere per la libertà di tutti, grazie per quello che ha fatto oggi, da giovane di 90 anni, per ricordare il valore di quanti hanno sacrificato la loro vita per dare a noi la possibilità di vivere in un Paese democratico. Da lui una lezione per chi ha violato e imbrattato quel luogo e una sollecitazione per tutti noi, a coltivare la storia e la memoria di quegli anni per poter costruire un futuro migliore”.  Sperando che la lezione impartita oggi dal partigiano Enrico sia di monito a tutti e soprattutto a coloro che, ignorando la storia, inneggiano stupidamente al nazifascismo.

Vincenzo Nicoletti