Massimo Bisotti è lo scrittore del secolo che ha conquistato i cuori degli italiani. Egli è nato e vive a Roma, la sua notorietà non è affatto sconosciuta e le cifre numeriche delle vendite dei suoi scritti editoriali lo dimostrano.

In questa intervista esclusiva si racconta ai lettori di Libero Pensiero:

Caro Massimo, da dove nasce, nello specifico, la tua passione per la scrittura?

La passione per la scrittura mi accompagna da sempre. Scrivo da sempre. La scrittura è una sorta di terapia interiore, per me lo è stata e mi ha fatto compagnia in tantissimi momenti, dalla mia adolescenza fino a oggi. Ho iniziato a scrivere affinché le mie ferite si chiudessero in cicatrici.

La scrittura è una cura e diventa salvezza quando, attraverso le sue parole, gli altri si riconoscono e si curano a loro volta. Io lo chiamo “il ponte fra le anime”, un ponte fra persone che, al di là di me, entrano in contatto serenamente.

Come ti sentivi quando hai deciso di cimentarti per la prima volta nell’elaborazione di un vero e proprio romanzo?

La scrittura ci sceglie. Quando ho scelto di scrivere La luna blu avevo bisogno di liberarmi da un dolore personale. Dentro c’è davvero una gran parte di una storia, compresa la frase ” se non sei tu l’amore, l’amore non esiste” che è diventata un tatuaggio sulla pelle di molte persone e che ho detto davvero alla mia ex fidanzata sul divano di casa mia. Ogni forma artistica credo nasca dall’esigenza di liberarsi dai propri turbamenti e dare alle proprie storie un senso d’immortalità.

“La luna blu” è stato il tuo primo esordio nel 2012. Il pubblico l’ha letteralmente adorato, te l’aspettavi?

Non mi aspetto mai nulla. In primis perché noi non siamo al mondo per soddisfare le aspettative di nessuno, perciò cerco di essere io per primo simile alle persone che vorrei incontrare. Senza avere aspettative tutto ciò che la vita ci dona assume un significato davvero speciale.

La vera bellezza è sempre nell’inaspettato che si manifesta. Di sicuro sono stato davvero felice.

“Il quadro mai dipinto”, grazie al fenomeno del passaparola, ha raggiunto le tre edizioni in un solo mese. Un vero e proprio boom che ha invaso le librerie nazionali e conquistato le giovani donne. Quanta veridicità c’è nelle tue opere? E soprattutto quanto c’è di personale nei tuoi manoscritti? Riesci a mantenere le distanze tra il tuo essere scrittore in quanto lavoratore e il tuo essere necessitato a dare sfogo alle vicissitudini della vita quotidiana?

La mia scrittura è spontanea. Racchiude storie e personaggi che non sono mai inventati ma sono frutto delle mie esperienze e di tutti i mondi incontrati che mi hanno contaminato. Non si scrive per compiacere ma per raccontare e ognuno lo fa a suo modo. Scrivo storie con cui desidero trasmettere un messaggio. I flussi di coscienza che vi sono dentro appartengono al mio reale vissuto. C’è sempre un diario interiore nei miei libri e un fil rouge che li lega fra loro e mi lega alle persone che ho amato. Noi siamo il frutto dell’amore speso e ricevuto. Ho l’impressione che la consapevolezza di essere stati amati davvero ci regali una forza indistruttibile nel tempo, una sorta di protezione che non ci abbandona mai. La mia scrittura e la mia vita sono profondamente legate. Punto a essere un uomo di parola, prima che un uomo di parole. Mi è impossibile distaccarmi dal mio vissuto. Magari il carattere di un mio personaggio può non assomigliarmi ma qualcosa di me, di davvero mio, la dirà sempre e qualche tratto di me sarà sempre presente. D’altronde incoraggio sempre le persone a rivendicare la propria autenticità. Alla parte di mondo che mi vuole perfetto confesso senza problemi che non lo sono, perché non lo è nessuno di noi. Accettarci per come siamo ci libera.

Secondo te, qual è il segreto del tuo enorme successo? E a chi dedichi soprattutto, tale successo?

Il segreto del successo è rendere la nostra vita il più simile possibile a quella che abbiamo sognato per noi. Io l’ho raggiunto facendo quel che mi piace e se tutti si prendessero la vita che desiderano, con il coraggio del rischio, tralasciando i giudizi del mondo, avverrebbe una trasformazione incredibile.

Ci sarebbero più persone felici, più interessate a vivere da protagoniste che da spettatrici, più interessate a costruire se stesse piuttosto che a demolire gli altri. Ciò che spinge a ferire gli altri è sempre il non aver trovato il proprio posto, l’insofferenza, l’insoddisfazione. Ciò che ci qualifica è sempre la nostra anima e quella esce sempre fuori, prima o poi. Per fortuna la vita ci toglie presto tutti i filtri e lascia che i nostri atteggiamenti rivelino chi siamo. Questo è il vero successo, essere felici senza aver fatto mai nulla per interferire con la felicità altrui. Fare il proprio lavoro con amore.

Il mio successo lo dedico alle persone che mi hanno amato davvero, agli incontri che mi hanno cambiato la vita e a tutte le persone che sono state il motore del mio cuore. Senza il loro aiuto i miei libri non si sarebbero diffusi. Sono partito da zero e non dimenticherò mai che è all’amore degli altri che devo almeno la metà dei miei risultati, l’altra metà è senza dubbio forza di volontà, coraggio, resilienza, capacità di far soffiare il vento dalla mia parte, nonostante gli spifferi e le correnti alle spalle.

Quanto credi all’amore eterno che va oltre ogni confine e supera ogni difficoltà?

L’amore è un modo di abitare la vita. Spesso viene considerato solo unione di coppia ma per me non è così. L’amore è tutto e dappertutto, se desideriamo riconoscerlo ancora. È in ogni gesto, in ogni pulsazione, in ogni intenzione, sa fabbricare gioia pura in uno sguardo. Le storie possono finire ma fin quando dentro di noi c’è il senso dell’amore, ci sarà ancora spazio per nuove storie.

Il prototipo di donna che descrivi nelle tue opere è sempre paradisiaco ed entusiasmante. Hai una musa ispiratrice – in caso negativo, dove trai la tua ispirazione?

Le donne che descrivo sono contaminate dai miei incontri reali. Ho sempre preferito la qualità dei miei rapporti alla quantità, fin da quando ero più piccolo. In un mondo di regole matematiche c’è bisogno di poesia per essere eccezione. Ho sempre amato distinguere una donna dalle altre, una donna assolutamente imperfetta ma riconosciuta come unica mia scelta possibile, una scelta che ha sempre messo d’accordo ogni lato di me, mentale, fisico e spirituale. Sono perciò sempre stato ispirato da persone che paradossalmente, intrappolate nella carta, sono libere nella mia mente. Credo sia sublime questo, quasi una consapevolezza emotiva dell’infinità, un rendere eterno anche ciò che è finito attraverso le vite degli altri. Ho sempre il desiderio di rendere orgogliosa di me la donna che amo. Ciò che è scritto resta nel tempo e potrà proteggerla sempre un po’, con me o senza di me accanto.

“Innamoratevi, non di chi vorrete raggiungere a ogni costo, ma di chi una volta raggiunto non vi farà più desiderare uscite di sicurezza. Amate la persona che vi farà venire voglia di svegliarvi sempre prima del previsto, per guardarla qualche attimo in più prima di uscire, e dormire sempre un attimo più tardi, per farvi chiudere gli occhi stanchi di sonno ma mai stanchi di lei” (Il quadro mai dipinto).

Ti reputi una persona che ha tastato bene il terreno dell’amore pur soffrendone o sei semplicemente un innamorato dell’idea dell’amore?

Ascolto molto me stesso, le mie esigenze, i miei bisogni. Credo profondamente nell’eccezione che non conferma nessuna regola, è splendida perché crea un precedente, stravolgendo semplicemente le convenzioni e i cliché. Molte persone sono portate a dire che l’amore non esiste perché non lo hanno incontrato. (Parlo di amore di coppia, in questo caso). Io l’ho conosciuto e sono stato fortunato, ho conosciuto ciò che molti si ostinano a negare. Aggiungo però che tutti siamo stati colti dal disincanto. La bellezza sta nel vincerlo e nel tornare a guardare il mondo con occhi incantevoli. Con gli occhi bassi non si è più in grado di riconoscere nulla, le emozioni ci sorprendono guardandoci negli occhi. Il coraggio è una scelta. Sta a noi decidere. Ci sono tanti modi per morire prima del tempo, uno è di sicuro arrenderci alla vita che non vogliamo. Per quanto difficile sia una situazione avremo sempre due strade, due possibilità. Io ho sempre scelto di non arrendermi, ho sempre scelto di provarci ancora. Non ho scordato le cadute di ieri ma ho sempre scordato la paura di cadere.

Dopo “Fotogrammi dell’anima” ci riserverai nuove sorprese? Hai già delle anticipazioni da poterci fornire?

Sto scrivendo un libro nuovo, “Un anno per un giorno”. Un libro sui rimpianti, sul tempo. Un uomo che s’incuriosisce guardando una donna scendere a fermate di metrò diverse, facendo ogni volta delle bolle di sapone. E se esistesse davvero la possibilità di cambiare il passato? Non posso dire quando uscirà perché il mio lavoro non ha mai un tempo. Dipende dall’ispirazione. È una sorta di dolce patto, un patto di affinità con le persone che mi leggono. Io regalo un lavoro solo quando sento che è arrivato il momento, che non posso fare meglio di così per esprimere il messaggio che desidero mandare in circolo.

Massimo Bisotti

Sabrina Mautone

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Sabrina Mautone nasce a Napoli il 18 Maggio 1996. Diplomata presso il Liceo Scientifico Niccolò Braucci e laureanda in Lingue, culture e letterature moderne europee alla Federico II. Amante della scrittura, letteratura e fotografia. Vince il premio Librandosi da giovanissima.