Mai dal giorno della sua nomina a Presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva dovuto affrontare un’agenda di impegni diplomatici tanto ricca e di così grande importanza come quella di questi giorni.
Il suo giro di colloqui iniziato martedì con la Conference Call a cui ha partecipato insieme a Barack Obama e i leader europei per discutere della situazione ucraina, proseguirà quest’oggi con un incontro con i vertici russi Medvedev e Putin, dopo quello di ieri a Kiev con Poroshenko.
Al presidente della martoriata nazione ucraina Renzi ha garantito il proprio appoggio per “il rispetto della sua indipendenza e sovranità”, ribadendo di essere fermamente convinto che il rispetto delle sanzioni verso la Russia concordate a Minsk sia necessario. Tutto ciò nonostante tali sanzioni, guardandole in un ottica limitata all’orizzonte nazionale italiano, abbiano già comportato un danneggiamento al nostro export del 10%, a fronte del quale la comunità italiana di imprenditori presenti in Russia è stata convocata dal premier nella giornata di oggi.
Questa mattina però, prima di qualsiasi altro appuntamento, Renzi si è soffermato per pochi attimi sull’improvvisato memoriale di Nemtsov, il grande oppositore di Putin freddato nella giornata di venerdì da ignoti a pochi passi dal Cremlino. Sei garofani rosa l’omaggio del Presidente del Consiglio, immortalato dalle numerose telecamere nel momento della deposizione.
Poi come detto l’incontro con la comunità italiana di imprenditori in Russia, ai quali il premier ribadirà che un sacrificio economico è in questo momento inevitabile.
Successivamente avrà luogo il più atteso tra i colloqui in programma, quello con il Primo Ministro della Federazione Russa Dimitri Medvedev, e poi con il presidente Putin.
Non sono ancora noti i temi che Renzi toccherà maggiormente nei suoi incontri con i vertici russi, ma la sensazione è che oltre alla scontata citazione della problematica ucraina potrebbe avere anche luogo una discussione riguardo la soluzione della crisi libica, con Renzi che come ha più volte ribadito auspica per la Russia un ruolo di primo piano nella lotta al terrorismo.
Nonostante la tregua nell’Ucraina dell’est sembri durare, l’omicidio di Nemtsov ha sicuramente aggravato la tensione tra nazionalisti e filo-russi, e la stele di piazza Majdan a Kiev ricoperta in questi giorni di omaggi alla vittima racconta di una Ucraina ancora lontana dalla pace.
In queste condizioni il tentativo di Renzi di far presente al presidente russo la annosa questione libica potrebbe risultare vano.

Valerio Santori

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Nasce a Roma il 9/5/1995 e tutt’oggi vive beatamente. Laurea in comunicazione presso l’Università La Sapienza di Roma. Ora Marketing. Fedele a Pasolini, Stanis La Rochelle e pochi altri.

Per contattarlo: valerio.santori@virgilio.it