Una notte di paura quella tra mercoledì e giovedì a Sant’Antimo dopo l’esplosione di un ordigno che ha devastato la serranda di un noto locale della zona. Possibile, secondo le forze dell’ordine, la pista dell’intimidazione.

Erano poco prima delle 3 di notte quando un forte boato ha distrutto la serranda di “Agostino il Barbiere”, così noto in città, in via Crucis a Sant’Antimo. Il boato ha svegliato la maggior parte delle famiglie che abitano nella zona che sono scese in strada, spaventate, pensando ad un terremoto visto che la potenza dell’ordigno, come raccontano molti testimoni, ha fatto tremare tutte le finestre delle abitazioni della zona. “Sono stata svegliata di soprassalto – racconta Valentina, residente in via Crucis – Un boato assurdo che faceva tremare il letto. Io e la mia famiglia ci siamo alzati terrorizzati per vedere cosa fosse successo”. Sul posto sono subito arrivate le forze dell’ordine che, messa in sicurezza l’area, hanno cominciato ad indagare sul fatto. Tra le piste che sicuramente saranno battute dagli inquirenti c’è quella legata al racket e ad un atto intimidatorio per questo motivo.

Sant’Antimo non è nuova a questi episodi, ma negli ultimi tempi questi stanno aumentando sia nella cittadina che nelle zone limitrofe. In meno di un anno si contano almeno 3 attacchi di questo genere nella sola Sant’Antimo, e almeno altri 3 tra Casandrino e Grumo Nevano. Nel Giugno 2014 fu preso di mira il centro Igea, di proprietà della famiglia Cesaro, mentre a Novembre fu colpito lo storico Bar Scipione in Piazza della Repubblica. Anche a Grumo nell’ultimo anno sono stati colpiti due bar, mentre a Casandrino un rivenditore di frutta. A Sant’Antimo, ora, c’è una tensione palpabile: qualcuno ipotizza ad un rafforzamento dei clan locali che cercano di andare avanti tornando ai ‘vecchi’ sistemi e chiedendo il pizzo ai commercianti. E i santantimesi si chiedono: ma la città è sicura?

Purtroppo nessuna città è sicura, né Frattamaggiore né Sant’Antimo né Grumo Nevano”. A spiegarlo è il sindaco, Francesco Piemonte, che continua: “la microcriminalità è un fenomeno diffuso in Campania e in particolare nella nostra zona”. Tuttavia il sindaco spiega che “a Sant’Antimo, in termini percentuali, secondo la Polizia di Stato, c’è una diminuzione degli episodi di microcriminalità negli scorsi 4 anni”. Sant’Antimo non è sicura, ripete il sindaco, “ma bisogna condannare fermamente questi atti che non hanno connotazione politica e sono solo atti barbarici” chiedendo, infine, di non diffondere un “inutile allarmismo sul territorio”.

Sul senso di insicurezza diffuso tra la cittadinanza è d’accordo anche il consigliere Italia. “Certi avvenimenti, come quello della bomba nel salone da barbiere di via Croce, richiedono un’analisi attentissima. Solo le autorità potranno dirci cosa stia effettivamente succedendo ed è di loro che ci dobbiamo fidare, chiedendo però più presenza sul nostro tartassato e difficile territorio”. “Già l’anno scorso, – continua il consigliere –  in consiglio comunale chiesi al sindaco ed alla maggioranza tutta, di farsi carico di un intervento immediato presso il commissariato di Polizia di Frattamaggiore per chiedere una più massiccia presenza delle forze dell’ordine. Scriverò ancora una volta e mi appellerò nuovamente in consiglio comunale al fine di sottoporre la dovuta attenzione all’Amministrazione“.

Quello che è successo nell’ultimo anno alle attività commerciali della nostra città, già martoriate dalla crisi, lascia preoccupati in tanti”. A dirlo è il segretario del Partito Democratico, Salvatore Damiano che, nonostante non siano ancora del tutto chiari i motivi di questi fatti, rivendica per “cittadini e imprenditori una maggior sicurezza: tocca a tutti noi, politici e non, tenere alta l’attenzione sul tema”. “Nell’ultimo anno – conclude il segretario – questi fatti stanno vivendo una preoccupante escalation, auspico che le forze dell’ordine riescano frenare questa pericolosa crescita di eventi negativi

Francesco Di Matteo