Adesso è ufficiale: il Parma tornerà presto in campo. La notizia è arrivata in virtù dell’assemblea di Lega svoltasi oggi nel primo pomeriggio, convocata dal presidente della FIGC Carlo Tavecchio, a cui hanno partecipato tutte e 20 le società di Serie A. Il piano presentato dal numero uno della FIGC è piuttosto semplice: trasformare  il fondo delle multe che ciascuna società paga in seguito alle sanzioni disciplinari applicate dal giudice sportivo, circa 5 milioni di euro, in un vero e proprio fondo Salva Parma. Delle 20 società di Serie A chiamate a votare, 16 si sono dette favorevoli, 3 si sono astenute, mentre solo il Cesena si è detto contrario. Tra le astenute anche il Napoli. Il fondo sarà garantito solo se il Parma scenderà in campo contro Atalanta e Sassuolo.

Il prestito permetterà al Parma di sostenere le spese necessarie per portare al termine la stagione: 5 milioni sono una cifra più che sufficiente per organizzare le trasferte, pagare gli steward del Tardini per le gare interne, e per tante altre piccole cose necessarie per lo svolgimento di una gara di Serie A, ma che fino a ieri il Parma non poteva permettersi. I soldi arriveranno nelle casse dei ducali dopo il 19 marzo, quando ci sarà l’udienza che decreterà quasi sicuramente il fallimento della società. Ma, grazie al fondo, che sarà gestito dal curatore fallimentare, il Parma sarà in grado di mantenere il proprio titolo sportivo fino a maggio.

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Giampietro Manenti, 46 anni

E’ dunque chiaro come l’incubo in casa Parma non sia finito. Il fondo Salva Parma darà alla società parmigiana le garanzie economiche per svolgere regolarmente a stagione in corso, ma non la salverà dal fallimento, non servirà a pagare gli oltre 80 milioni di debiti, gli stipendi non pagati, le bollette arretrate. Soprattutto, non serviranno a rimediare alle calunnie che questa storica società del calcio italiano ha subito negli ultimi anni. Il futuro del Parma è, purtroppo, nelle mani di Manenti, uno che nel 2013 non riuscì neanche ad acquistare la Carteria Pigna S.p.A. e che un annetto dopo fallì nuovamente, tentando di acquistare il Brescia Calcio. Manenti è sinonimo di bonifici falsi, promesse mai mantenute, soldi che prima ci sono e poi improvvisamente spariscono. Un uomo che, al calcio italiano, non può fare altro che recare ulteriori danni. Un uomo che non salverà il Parma dal suo secondo fallimento in 102 anni di storia. Il primo avvenne nel 1969, in Serie D: vent’anni dopo arriverà la prima storica promozione in Serie A, e nel giro di una decina d’anni la bacheca gialloblu si riempirà con due Coppe UEFA, una Supercoppa europea, tre Coppe Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa delle Coppe. Alla società Parma, ai tifosi e alla città intera, auguriamo di ritornare a quei livelli il prima possibile, e restituire alla Serie A una magnifica realtà.

IL MAGNIFICO PARMA DI MALESANI, STAGIONE 1998-1999

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Buffon, Cannavaro, Thuram, D. Baggio, Veròn, Chiesa, Asprilla, Crespo e tanti altri…

Fonte immagini: Google

Marco Puca