I dati LEA (livelli essenziali di assistenza) confermano, per il terzo anno consecutivo, la Campania come la “cenerentola” del servizio sanitario nazionale. Un primato negativo, quindi, quello che riguarda l’appropriatezza dei ricoveri, l’attesa media per l’ambulanza, i tassi di vaccinazione e le modalità di assistenza agli anziani. Un argomento su cui Caldoro farebbe bene a reagire quanto prima per la salute dell’elettorato. E, proprio in vista delle elezioni regionali di maggio, c’è un’ulteriore vicenda che infiamma gli animi del centrodestra.

Nonostante i disperati tentativi d’insabbiare la notizia, pare, infatti, che il governatore uscente della Regione Campania non se la stia passando troppo bene, dopo che il suo nome è comparso nelle ultime inchieste antimafia, in particolare sui trasporti della Regione Campania.

Stamattina la Procura di Napoli ha iscritto il suo nome nel registro degli indagati per abuso d’ufficio, nell’ambito dell’inchiesta che vedrebbe coinvolta la CLP, l’azienda casertana che gestisce il trasporto pubblico, di proprietà di Carlo Esposito. L’azienda, su cui gravano due interdittive antimafia, è commissariata già da qualche giorno dal prefetto Gerarda Maria Pantalone, in intesa con Raffaele Cantone, Presidente dall’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Sembrerebbero alquanto stretti, dunque, i rapporti tra Carlo Esposito e Stefano Caldoro. “Io e il papà di Caldoro siamo solo amici di vecchia data”, ha dichiarato l’uomo, ma è dall’azienda casertana che proviene l’autista dello stesso presidente regionale. Inoltre, ci sarebbe da ricordare un altro particolare, accaduto nel 2010, quando il nuovo PSI portò il suo candidato alla vittoria regionale con il 54,2% di preferenze. Il risultato di quei voti sarebbe da imputare soprattutto ai contributi degli indagati per camorra Mario Landolfi e Nicola Cosentino, come loro stessi hanno in seguito dichiarato.

Anna Lisa Lo Sapio

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Nata in provincia di Napoli, 11/06/1983. E’ Laureata in Scienze Politiche. Inizialmente, ha lavorato nell’area commerciale di alcune aziende ma ha presto capito che la sua strada non poteva avere a che fare solo con l’aspetto economico della vita. Amante della storia e appassionata dei segreti di Stato, ha realizzato studi e ricerche sulla società italiana durante gli anni di piombo e sui motivi che spingono l’uomo a commettere stragi e ribellioni contro altri uomini. Di se stessa dice : “Meglio vivere una verità difficile che una bugia comoda”.
Vive a Edimburgo.
Per scriverle: losapio.annalisa@libero.it