Non accenna a diradarsi la fitta nebbia che avvolge lo scenario politico in Campania, alla vigilia delle elezioni regionali che dovranno tenersi nel mese di Maggio.

Poche frottole, i due competitor di primo piano saranno l’attuale governatore Stefano Caldoro, per il centrodestra, e il vincente delle primarie nonché sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, per il centrosinistra. Entrambi, a dir la verità, già alle prese con problemi di non poco conto: mentre il primo risulta indagato nell’ambito di un’indagine sui trasporti della regione Campania, il secondo, in virtù della legge Severino, si ritroverebbe decaduto un attimo dopo aver ipoteticamente vinto le elezioni.

A contendersi i margini del palcoscenico, oltre al Movimento 5 Stelle che ha già annunciato da tempo il nome di Valeria Ciarambino, resta dunque una sinistra – anzi, diverse sinistre – ancora in cerca di una precisa identità e di un collocamento preciso nello scacchiere delle alleanze.

Ci avevano provato, ad impostare un discorso di ricompattamento col PD di De Luca: uno scenario che avrebbe favorito, almeno in termini di spinta alle urne, sia SEL che il sindaco di Napoli De Magistris, proteso verso la ricandidatura al Comune di Napoli in programma l’anno prossimo. Tuttavia, ancor prima di dare avvio ad un ragionamento di questo tipo, l’assemblea regionale di SEL Campania ha respinto all’unanimità ogni possibile eventualità di accordo con una coalizione che sarebbe “incapace di mostrare discontinuità con gli ultimi 5 anni targati Caldoro”.

Un primo nome aggregativo era stato fatto, e corrispondeva a quello di Nino Daniele, attuale assessore della giunta De Magistris a Napoli. Ma pare che la carta sia stata bruciata troppo presto, e sul tavolo resta ancora una discreta incertezza. Previsto per lunedì prossimo, dunque, un nuovo incontro per tentare di convergere sul nome di un candidato comune per coalizzare le due liste che comporranno, verosimilmente, il fronte a sinistra in Campania: da un lato SEL, dall’altro i fedelissimi di De Magistris riuniti intorno all’Associazione demA, insieme a Rifondazione e le varie sigle dei comunisti italiani.

Potrebbe essere dunque questo il punto di arrivo del confronto fra le varie anime della sinistra, più volte vicine in passato e poi divergenti come in un elastico (e come nella più classica delle tradizioni della sinistra italiana), sparigliate dalla proposta lanciata dall’Appello Maggio e adesso, con ogni probabilità, dirette verso una proposta comune per la Campania: proposta a cui, tuttavia, manca ancora un autore.

Redazione