Berlusconi tenta di ricompattare il centrodestra e afferma convinto:

Oggi si apre davanti a noi una nuova fase che partirà martedì quando voteremo contro le riforme e diremo no all’arroganza e alla prepotenza del Pd che è stato incapace di cambiare se stesso e il paese. 

A Bari si è aperta la campagna elettorale del candidato alla presidenza della Regione Puglia Francesco Schittulli, accompagnata dalla telefonata di Silvio Berlusconi, che ha approfittato dell’occasione per criticare il Pd e per ricordare che, insieme ai suoi alleati, voteranno contro le riforme delle istituzioni proposte, incolpando i componenti del Partito Democratico di arroganza e prepotenza.

Oggi a palazzo Chigi c’è un governo presieduto dal segretario di un partito mai eletto dagli italiani. È lì con i voti con cui è diventato sindaco di Firenze. Ha promesso tanto e mantenuto poco. Con lui avevamo sperato di costruire una nuova Repubblica basata su un nuovo rapporto con la sinistra, sulla capacità delle forze politiche di condividere i cambiamenti per il Paese.”

Così ha detto l’ex Cavaliere riguardo Renzi e ha insinuato che per la sinistra “il partito viene prima del Paese“, accusando i componenti di privilegiare i loro interessi piuttosto che quelli dei cittadini.

Non siamo stati noi a tradire quel cammino che poteva cambiare il Paese

Berlusconi preferisce ribadire che il tentativo di fare delle riforme con Matteo Renzi doveva essere fatto, però ricorda che la colpa del “tradimento” non è sua e del suo partito.

L’ex Cavaliere è quindi convinto di poter nuovamente far candidare la sua coalizione per la guida del Paese, ha poi paragonato i dati economici e democratici attuali con quelli del 2011, giungendo alla conclusione che lo stesso Paese, a confronto, verte in condizioni di gran lunga peggiori. Berlusconi ha poi ricordato i motivi secondo cui non avrebbe potuto continuare a governare e perseverare nelle riforme, indicandoli in tre capi di Stato, la Corte costituzionale e la magistratura ostili” e ha fatto chiaramente riferimento anche all’inaffidabilità di certi alleati.

Si apre una nuova era, una nuova fase in cui tutti i movimenti  politici alternativi alla sinistra devono per forza andare uniti. A tutti gli amici moderati presenti in sala dico che un giorno o l’altro dovremo tornare a far corpo comune in una unica grande squadra.

Così Berlusconi si mostra ottimista circa le nuove prospettive del centrodestra che egli stesso sta cercando di riunire e riportare al potere, in un tentativo che, ad oggi, non è ancora di certa riuscita.

Daniela Violante