Si è inaugurata il 7 marzo, presso il giardino occidentale del museo archeologico nazionale di Napoli la mostra-installazione “Effimero” di Isabella Ducrot, artista napoletana concettuale, che lavora in tutta Italia e vive a Roma.

“Effimero” è un viaggio attraverso il tempo e le sue stratificazioni, un dialogo tra passato e futuro e tra reale e immaginato, una installazione “en plein air” a cura di Achille Bonito Oliva; una idea originalissima che porta il museo in un contesto sospeso tra passato e presente e il cui emblema è proprio questa mostra-installazione che è posta nel rettangolo del giardino occidentale del museo archeologico, dove il tempo ha fatto il suo corso tra aiuole, palme, tempo scandito da archi, statue, resti archeologici e colonne, con un solo colore predominante, il bianco, colore che rappresenta la magia, il preludio a tutte le metamorfosi possibili.

La mostra-installazione rimarrà fino al 30 aprile. Il verde del giardino è diventato il bianco della carta perché tutta questa installazione della Ducrot è stata realizzata con la carta; le aiuole del cortile sono state “rivestite” con carta bianca, a terra cerchi azzurri o color avio, sempre di carta, sono disposti in modo che con il loro ritmo faciano muovere l’intero giardino; una poetica visione che colpisce il visitatore e che regala grandi emozioni per questa alterazione cromatica. Un sottile gioco tra natura e artificio, tra casualità della distribuzione degli oggetti, delle aiuole, delle piante e dei frammenti marmorei che sono posizionati secondo un gesto nascosto. L’elemento apparentemente estraneo è una sorta di neve fuori dal tempo che sottolinea il tutto e le forme circolari azzurre, le quali forme sembrano, ma non sono indifferenti a tutto il contesto.

Figure antropomorfe che compaiono all’improvviso che si trovano tra resti archeologici e tra le palme, un esercizio di percezione, è questo il messaggio della mostra installazione; quel che conta è portare il pensiero a concentrarsi sul rettangolo. Sono passati venti anni da quando all’artista Isabella Ducrot venne in mente questo progetto, poi accantonato e all’improvviso riportato in vita in tempi brevi e in un luogo come il museo archeologico nazionale di Napoli, dove le idee immaginative prendono memoria e forza e diventano potentissime. La mostra installazione vede la collaborazione degli Incontri Internazionali d’arte e della soprintendenza per i beni archeologici di Napoli.

Daniela Merola