Antonello Mennini è un sacerdote che conosceva molto bene Aldo Moro e la sua famiglia. Lo statista, assassinato dalle Brigate Rosse, aveva una piena fiducia in questo ecclesiastico, tanto da farne suo confessore. Mennini, come egli stesso ha ribadito più volte, non ha mai avuto modo di confessare Moro né di avere contatti durante la sua prigionia in via Montalcini. Queste le parole del Monsignore a proposito: ”Purtroppo non ne ho avuto la possibilità, ma nella mia coscienza dei miei doveri sacerdotali ne sarei stato molto contento”.

L’arcivescovo, ieri mattina, durante una deposizione davanti alla Commissione Parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro ha spiegato che in quel periodo non ha mai fatto avere oggetti e documenti allo statista democristiano: “In ogni caso se avessi avuto un’opportunità del genere credete che sarei stato così imbelle, che sarei andato lì dove tenevano prigioniero Moro senza tentare di fare niente? Sicuramente mi sarei offerto di prendere il suo posto, anche se non contavo nulla, avrei tentato di intavolare un discorso, come minimo di ricordare il tragitto fatto. E poi, diciamo la verità, di che cosa doveva confessarsi quel povero uomo?”.

D’altronde, come fatto notare dallo stesso Mennini, il sacramento della confessione è sottoposto al vincolo del segreto, che neanche il Papa può sciogliere: ‘‘Di un’eventuale confessione non avrei potuto dire nulla, né sui contenuti né sulle circostanze temporali e logistiche, ma non avrei difficoltà alcuna ad ammettere di essere andato nel covo delle BR. È che non ci sono mai stato”.

Durante l’audizione Mennini ha fatto però sapere che nei giorni del rapimento fece avere delle lettere, inviategli dalle Brigate Rosse, alla famiglia Moro.

Nonostante le smentite a riguardo, restano dei dubbi sul sacerdote, anche a causa di Francesco Cossiga convinto che Monsignor “Antonello” avesse incontrato Moro durante la prigionia e che gli avesse impartito l’estrema unzione prima della sua morte. L’allora Ministro dell’Interno era inoltre sicuro che Mennini avesse fatto da ”postino” tra le BR e la famiglia Moro. Urge ricordare che Cossiga si dimise dal suo incarico dopo il decesso dello statista democristiano e che Mennini fu ”spedito” all’estero dal Vaticano per circostanze misteriose. Il caso Moro, nonostante le numerose inchieste, sembrerebbe quindi ancora irrisolto e avvolto in un alone di mistero.

Vincenzo Nicoletti