Il Movimento 5 Stelle forte del suo motto “Basta milioni spesi per gli uffici parlamentari, anche gli onorevoli devono fare la loro parte e stringersi se necessario” si è dichiarato da sempre contrario agli affitti d’oro di Montecitorio pagati coi fondi pubblici. Di recente il leader dei pentastellati Beppe Grillo, con l’appoggio di Claudio Messoro e Rocco Casalino (quest’ultimo promotore presso l’Ufficio di Presidenza) ha vinto la sua battaglia portando la Camera ad abrogare i contratti di locazione sottoscritti con la Società Milano 90 dell’imprenditore Sergio Scarpellini.

Iniziativa nobile quella dei grillini, fieri della loro posizione ”differente” rispetto al resto dei parlamentari. Peccato però, siano inciampati nei medesimi episodi immobiliari analoghi agli altri. A farlo presente è stato l’Espresso, che di recente ha pubblicato un articolo a proposito.

Dall’inizio della legislatura, stando a quanto afferma il noto settimanale, il Movimento 5 Stelle ha speso la bellezza di 160 mila euro per pagare i contratti in affitto delle abitazioni dei dipendenti della comunicazione. Lo staff di Casaleggio, scelto su designazione di Beppe Grillo, alloggerebbe nelle zone più belle di Roma, tra il Pantheon e Via Giulia. Di questi soldi, 40 mila sono stati utilizzati per l’abitazione del gestore dello staff Rocco Casilino. All’ex concorrente del Grande Fratello, che tra l’altro aveva dichiarato in più interviste di essere un comunista convinto e che durante la sua infanzia il padre aveva problemi a pagare l’affitto, spetta la casa più lussuosa.

Altri protagonisti sono i tre dipendenti dello staff, il più noto dei quali è il camionista e videomaker Nik il Nero, famoso per le sue riprese riguardanti editoriali politici girati all’interno del suo camion. I tre erano affittuari di un appartamento del valore di affitto di 50 mila euro.

Altro protagonista Claudio Messoro, tra l’altro uno dei fautori della battaglia contro gli affitti d’oro ed ex capo dello staff, che aveva in affitto una casa nei pressi di piazza Navona del valore di 1600 euro mensili.

Nel 2014, da quanto risulta dall’inchiesta svolta dall’Espresso, il Movimento 5 Stelle ha sottratto al Senato 10 mila euro per gli alloggi dei dipendenti e nel 2013 circa 65 mila non contando tutte le altre spese. Il Parlamento distribuisce una somma base in base alla rilevanza poltica e nel caso dei pentastellati bel 2,5 milioni di euro. L’articolo 16 stabilisce, però, che i fondi pubblici vanno utilizzati ”a scopi istituzionali e per l’attività parlamentare” e non per pagare gli affitti dei dipendenti.

Come dice il famoso detto ”tutti i nodi vengono al pettine”. E ancora ”chi predica bene razzola male”. I grillini hanno dato un bell’esempio riguardo agli affitti d’oro dei parlamentari. Di incoerenza, però.

Vincenzo Nicoletti