Proteste e polemiche dal mondo dell’università forense

All’interno della riforma generale della giustizia, il Governo progetta di inserire anche una sottoriforma riguardante l’accesso alla professione giudiziaria.

La riforma, oggetto di contestazioni, prevede che l’abilitazione alla professione di avvocato venga ottenuta solo dopo aver frequentato delle scuole professionali post laurea, a numero chiuso e a pagamento, mentre attualmente è sufficiente seguire un tirocinio libero presso un qualsiasi studio legale.

Posti inoltre limiti d’età sia per l’iscrizione al registro dei praticanti (40) sia per accedere all’esame di stato (50), ma anche il divieto di sostenere l’esame dopo più di 3 bocciature. Le critiche alla riforma non sono mancate neanche nel Dipartimento di Giurisprudenza di Napoli; Stefania Russo, consigliere e membro della commissione didattica paritetica del suddetto dipartimento, ha evidenziato le principali criticità: “C’è una grande confusione in merito alla riforma visto che da un lato abbiamo il testo di legge e dall’altro le delibere dei vari ordini, in teoria l’obbligo di frequentazione della scuola forense per il 2015 già sussiste, ma non tutti gli ordini hanno formalizzato; ancora ad oggi non si può parlare di tirocinio anticipato perché i consigli degli ordini sono fermi a causa delle elezioni” e continua “l’obbligo di frequentazione di una qualsiasi scuola, SSPL (scuola di specializzazione per le professioni legali) o SF (scuola forense), appesantisce l’iter burocratico per l’accesso alla professione, senza contare la spesa economica che dovranno affrontare gli studenti dato che la SSPL non ha fasce di reddito”.

Polemiche anche per quei punti della riforma che disciplinano le modalità di svolgimento della prova per l’accesso all’Avvocatura: “Una macchia della riforma è sicuramente quella relativa ai codici da poter utilizzare in sede d’esame. L’impossibilità di consultare le sentenze della giurisprudenza darà filo da torcere a tutti i futuri da avvocati”, afferma Stefania Russo che ha commentato per Libero Pensiero News le proposte di questa riforma in continua discussione. L’eventuale attuazione di tale riforma sarà quindi un boccone amaro da ingoiare per i neo laureati, che dopo anni di esose spese universitarie saranno costretti ad un ulteriore sforzo economico e tanti altri ostacoli della burocrazia che dovranno patire.

Valentina Di Micco