Glielo vorrei dire così, in napoletano, per saggiare la sua reazione schifata dal non averci capito niente, e farmici una bella risata sarcastica.

Cari lettori, come avrete potuto notare questa domenica dedico il mio spazio a un personaggio dimenticato, tralasciato, emarginato, come il segretario della Lega Nord. Vi prego quindi di munirvi di antiacidi e aspirine prima di continuare la lettura, perché non vorrei dovervi tenere sulla coscienza.

Brainch
Autrice: Laura Arena

Bisogna parlarne, del resto l’argomento è troppo importante e bistrattato. Salvini è in televisione 24 ore al giorno. Vi svegliate al mattino per ascoltare l’oroscopo e c’è lui, Salvini che snocciola le previsioni per gli Arieti delle Alpi, le Bilance commerciali, le Vergini italiane, i Pesci del Po e così via.

Pranzate con le partite di calcio e c’è Salvini che discute della lotta-salvezza tra Milan e Inter; al risveglio dalla pennichella il classico documentario della domenica pomeriggio narra le appassionanti curiosità sulla specie dei Salvinis Padanibus, animali particolarissimi con una dieta a base esclusiva di polenta e risotto allo zafferano; a seguire un bel telefilm poliziesco in cui Salvini scopre che il colpevole è il maggiordomo, quindi a sera, durante il talk-show di politica, fra gli ospiti speciali appare Salvini indaffarato a maramaldeggiare con una donna a caso del PD ed un extracomunitario estratto a sorte dal CIE di Lampedusa.

Insomma, io non capisco: o ha decine di cloni, oppure Salvini è un robot.

Perché fatico a calcolare il tempo tecnico tra una comparsata in tv ed una puntata al bagno per pisciare; tra un comizio contro gli immigrati e una cenetta romantica con la bella Elisa Isoardi: immagino che i due ormai si frequentino solo negli studi televisivi, che probabilmente lui le abbia chiesto di andare a convivere nei camerini di Rai 1.

Questioni private, direte voi, e come darvi torto, in fondo ormai pure lo sfruttamento della prostituzione minorile è una questione privata, e allora perché infierire.

Più che altro, è interessante discutere del nuovo fenomeno politico made in Sud, ovvero “Noi con Salvini”. Questa sorta di movimento ricalca alcuni dei classici cliché meridionalisti che ancora vanno tanto in voga dalle nostre parti (c’è chi sta ancora calcolando il patrimonio in possesso del Regno delle Due Sicilie ai tempi dell’unificazione, e i giocatori che De Laurentiis potrebbe acquistare con quei soldi, ma a loro dico: mettetevi l’anima in pace, quello non caccia una lira), e non ci sarebbe nulla di strano, se a proporlo non fosse proprio Salvini.

Perché a un certo punto no, perché va bene essere tolleranti, patriottici e buonisti, ma a farsi pigliar per culo, caro Salvini, proprio no.

Chi ha buona memoria non se li scorda, gli anni di Roma ladrona, Terrone ti amo, Vesuvio lavali col fuoco, e degli altri graziosi complimenti indirizzati da esponenti e militanti della Lega ai meridionali. Insulti, accuse e disprezzi sputati via come un raschio sulla dignità di un intero popolo dai “duri e puri” delle lauree comprate in Albania e dei finanziamenti pubblici usati per acquistare diamanti.

Padania
Il buon Salvini che esprime il suo amore per l’Italia

Salvini ci sta provando, a purificarsi da quelle origini e rimodellare l’aspetto umano e politico di cui gode al Sud. Ma naturalmente non certo per reale mortificazione d’animo e contrizione di petto, bensì per mero opportunismo elettorale.

Il “nemico”, quell’antagonista di cui l’italiano ha un disperato bisogno per consolidare la propria identità attraverso la differenziazione dall’altro, è adesso il clandestino, l’immigrato che intasca i fantomatici 45 euro al giorno, ruba fantomatici posti di lavoro e commette fantomatici delitti con chirurgico cinismo. L’avversario è il musulmano, automaticamente terrorista inculcato in territorio italico per fare scempio della civiltà occidentale ed imporre la shari’a sui nostri eredi e discendenti.

Paraculismo, opportunismo, sciacallaggio: chiamatelo come volete voi, ma da napoletano le lezioni di politica da Salvini non le accetto, né la morale. E mi rattristo per coloro che invece sono cascati appieno nella pantomima populista inscenata dall’uomo ovunque del momento, capace persino di turbare la nostra serenità mentale e digestiva con alcune foto apparse su una rivista di cui neppure ricordo il nome, tant’è stato forte il trauma.

Mi spiace, caro Salvini, negli ultimi due decenni ci avete trattato come zimbelli attraverso macchiette e sfottò da quattro soldi, ma adesso che la convenienza elettorale vi spinge a bussare ai nostri campanelli col sorriso di plastica e la mano lurida protesa ad agguantare una stretta, possiamo finalmente urlarvelo: gli stereotipi toccano a voi. Voi razzisti, xenofobi, omofobi, populisti contaballe, demagoghi e fascisti – leggere dell’espulsione di Tosi se ci fosse bisogno di conferme.

E abbiamo già i nostri bei problemi da risolvere, senza che ci veniate ad arruffianare pure voi. Caro Salvini, fatte accatta’ ‘a chi nun te sape. E un’ultima cosa, prima di proporre un video che ci rinfreschi la memoria: tu che hai un lavoro ben retribuito, al Parlamento Europeo dove non ti presenti mai perché stai sempre su Raidue o La7, va’ a laurà!

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli

ilbrainch@liberopensiero.eu