Quando si parla d’Europa, ultimamente, non si può prescindere dal constatare l’esistenza di un dualismo radicale di posizioni. Da un lato i soddisfatti, che guardano all’Europa come ad una rete nella quale è necessario stare e fare la propria parte, per godere della tutela e sicurezza che questa grande comunità di stati ha da offrire, e dall’altro chi invece sente l’unione come limitante, se non dannosa, una rete nella quale è più facile imbrigliarsi più che proteggersi.

In Italia il Movimento Cinque Stelle e la Lega, in Grecia Syriza, in Spagna Podemos, tutte queste nazioni, nelle quali ancor prima del sentimento antieuropeo è stato percepito quello del declino e della crisi inesorabile, hanno partorito partiti e movimenti “di protesta”.

Protestano contro l’Europa, e il nemico non è poi così astratto come si potrebbe pensare, ma spesso una persona fisica, la Cancelliera Merkel, e una nazione, la Germania, accusata di essere la principale responsabile delle precarie e diffuse situazioni di crisi economica.

Sorprende quindi venire a conoscenza dell’esistenza di un radicato movimento no-troika come Blockupy, che scrive le sue pubblicazioni in tedesco e nasce in Germania, “dove si sta bene”, pur autodefinendosi di fatto come una “rete attivista transnazionale”, evidenziando la propria dimensione globale.

Già da giorni circolavano in rete gli appelli del movimento, che pubblicizzavano una massiccia protesta nella giornata di oggi “to take over the party”, ovvero per rovinare la cerimonia di apertura della nuova sede della Bce a Francoforte.

La protesta sarebbe dovuta essere pacifica, e caratterizzata da blocchi e sit-in, ma come spesso accade quando si raggiungono importanti quote di partecipazione (più di 10.000 persone scese in piazza) in breve tempo il tutto è degenerato, e già prima delle 8.00 di questa mattina sono arrivati gli scontri con le forze dell’ordine.
Roghi e atti vandalici vari, più alcuni agenti colpiti da sassate, per un conteggio attuale di circa 350 arresti.
La Bce, a detta dei manifestanti, è “una delle istituzioni centrali che porta avanti l’implementazione della politica catastrofica di impoverimento”, e la protesta nasceva con l’obbiettivo di “impedire alla Bce di celebrarsi e di avere un giorno normale di lavoro”, obbiettivo presto raggiunto.

Come si legge dal programma di Blockupy, ieri ha avuto luogo “una discussione organizzata con rappresentati di Syriza, Izquierda Unida, Lista Tsipras”, e d’altronde nelle pubblicazioni precedenti alla protesta il movimento aveva già definito la giornata di oggi come “un giorno di solidarietà forte, in particolare con il popolo greco che sta rifiutando di accettare che non ci sono alternative alle politiche di crisi della Troika e delle élites europee. Il loro rifiuto di inchinarsi al ricatto dà speranza alle persone di tutta Europa”.

La cerimonia di apertura della nuova sede Bce costata 1,3 miliardi era prevista per le 11.00, ma al momento la zona limitrofa alla costruzione è inagibile a causa del ripetuto utilizzo di gas lacrimogeni, e i numerosi interventi con gli idranti da parte della polizia locale.

Valerio Santori