Tra venerdì e sabato un ciclone di livello 5 e di 250 km/h di velocità, soprannominato ”Pam” ha colpito le isole Vanuatu, uno dei paesi più poveri al mondo. Il bilancio sarebbe di 8 morti, 20 feriti e 44 dispersi secondo le stime dell’ONU e il 90% di case, scuole e infrastrutture sono state distrutte. L’UNICEF stima che circa la metà dei 260000 abitanti abbia subito dei danni.

Il presidente dell’Arcipelago Baldwin Lonsdale ha definito l’uraganoun mostro che devasta tutto”.“La maggioranza degli edifici è stata distrutta, come la maggioranza delle case, delle scuole, dei servizi sanitari“, ha dichiarato Lonsdale nel suo appello in Giappone alla Conferenza delle Nazioni Unite sul tema dei cambiamenti climatici. La Croce Rossa locale ha segnalato la mancanza di rifugi, cibo ed acqua.

Domenica sono arrivati i primi aerei carichi di viveri e vestiti dalle confinanti Australia e Nuova Zelanda, ma anche da nazioni europee come la Francia. Secondo il ministro degli Esteri australiano Julia Bishop i fattori preoccupanti sono la mancanza di cibo e la difficoltà a raggiungere in pochi giorni le zone centralizzate.

Anche le Comunità Internazionali hanno lanciato l’allarme: 60000 bambini sarebbero a rischio malnutrizione. L’UNICEF e il World Food Management stanno collaborando con il Governo locale per assicurare centri logistici per l’emergenza e un flusso regolare di aiuti umanitari. Isabelle Austin, vice rappresentante UNICEF ha affermato ”Gli aiuti sono in preparazione e non appena l’aeroporto sarà riaperto arriveranno a destinazione”. I kit comprendono zaini, materiali di cancelleria, tavolette vermifughe, vitamine, sali minerali e integrativi, sapone, taniche d’acqua.

“A Vanuatu 45000 bambini non possono andare a scuola, la maggior parte delle scuole sono state distrutte” scrive Save the Children sul proprio sito. Parecchi istituti scolastici sono stati distrutti e quelli rimasti sono usati come rifugi e ci vorranno mesi prima che ritornino agibili. L’associazione umanitaria oltre ad essere impegnata in programmi di interventi riguardanti l’apprendimento dei bambini colpiti dal ciclone, ha inviato a Vanuatu soccorritori specialisti in catastrofi internazionali. Quasi 2000 persone sono state raggiunte dagli aiuti, ma secondo Tom Skirrow, membro di Save the Children ”ci vorranno molte settimane per raggiungere tutte le vittime”.

Positiva anche la risposta dal fronte europeo. L’UE avrebbe stanziato un milione di euro come ”aiuto iniziale” e ”risposta immediata alla devastazione causata dal ciclonespiega il Servizio europeo per l’azione esterna in una nota. La Commissione Europea, inoltre, invierà sul posto due esperti ”per valutare le esigenze umanitarie e coordinarsi con i partner che operano sullo stesso terreno”.

Gli aiuti e la solidarietà non mancano per il piccolo arcipelago di Vanuatu, colpito dal terribile ciclone tre giorni fa e ancora sotto shock. Si auspica che non fatichino ad arrivare visti i danni a infrastrutture aeree e stradali.

Vincenzo Nicoletti