baiasommersaNella suggestiva conca di Baia, sovrastata dallo spettacolare Castello Aragonese dal fascino antico, è possibile godere delle meraviglie paesaggistiche terrestri ed acquatiche. Sì, perché sul fondale marino, poco lontano da quel piccolo porticciolo che rende Baia un luogo quasi fuori dal tempo, esiste un mondo fatto di reperti archeologici greco-romani unici, testimonianze del patrimonio storico-culturale della zona flegrea. Un vero museo subacqueo che è possibile visitare attraverso un’escursione marina alla scoperta dei resti dell’antica citta, del porto e delle ville romane (http://www.parcoarcheologicosommersodibaia.it). Se dopo secoli, ormai, sul fondale si ritrovano ancora intatte le testimonianze del sito originario di Baia è perché già dagli anni ’40 ― il sito fu scoperto in quegli anni grazie a delle foto aeree ― si capì l’importanza culturale di tale scoperta avviando le tutele necessarie per la loro conservazione.

baiasommersa1La città di Baia, anticamente, fu sommersa dal mare in seguito all’innalzamento e all’abbassamento del livello del suolo dovuti all’instabilità magmatica della zona vulcanica, a sua volta causata dal bradisismo. Così, l’antico litorale è sprofondato e lo spazio lasciato vuoto permise lo sviluppo di una nuova urbanizzazione. Chiunque può trovarsi immerso, letteralmente, nell’antico sito puteolano che comprendeva in età romana gli importanti centri commerciali e portuali di Pozzuoli e Miseno. Il fascino di scoprire le antiche storie attraverso una passeggiata subacquea è un’esperienza decisamente unica ed imperdibile. Non è necessario avere brevetti né esperienze di immersione subacquea. Tutti possono accedere alla scoperta di questo sito archeologico spettacolare per la bellezza dei reperti e per il luogo suggestivo in cui si trovano. Durante l’immersione si potranno infatti ammirare sensazionali ritrovamenti: la strada basolata sul quale sorgevano antichi edifici roamani come il Ninfeo, il palazzo dell’imperatore Claudio a 6 metri di profondità nei pressi di punta Epitaffio; la Villa dei Pisoni; il complesso scultoreo “Ulisse e compagno con l’otre”. E ancora, procedendo invece verso est di punta Epitaffio, lontano dalle rotte commerciali, sono state ritrovate delle ville termali con bellissime decorazioni pavimentali.

Una passeggiata magica e suggestiva, alla scoperta di un territorio che non finisce mai di stupire. Tante storie, tante bellezze, del tutto originali e spettacolari nel loro genere in uno scenario decisamente unico.

Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale nel 2013 con 103/110, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani “i Vermi. Studi storici sulle classi pericolose in Napoli”, importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e, quasi, una vera missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero” prediligendo il sociale, la cronaca, la cultura e anche la politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizioni e bellezza.