In un modo o nell’altro il nome ‘’De Luca’’ è sempre al centro dell’attenzione. Questa volta però non si parla di Vincenzo, sindaco di Salerno, impegnato nella corsa a governatore della Campania, ma di Piero, figlio del suddetto, accusato di concorso in bancarotta fraudolenta per la società di Mario Del Mese, la IFIL.

Entrambi, Piero e Mario, avrebbero utilizzato ‘’impropriamente’’ i capitali provenienti dalla società nata per vendere gli appartamenti che sarebbero sorti nella sede dell’ex pastificio Amato, andato anch’egli in fallimento. I due, insieme ad altri personaggi tra cui anche la moglie dello stesso Del Mese, Valentina Lamberti, hanno, infatti, distratto fondi dalla società per scopi personali. Nel Luglio 2014 sono state ritrovate delle mail risalenti al 2011 inviate da Piero De Luca all’agenzia di viaggi di Antoniuccio Amato, la Travelstyle, in cui il figlio del sindaco di Salerno chiedeva di prenotare dei biglietti per un viaggio in Lussemburgo, per svolgere la sua carica di referendario della Corte di Giustizia Europea, a suo nome.

Il conto sarebbe stato poi saldato dalla società di Del Mese. Se però a De Luca la società pagava i propri viaggi, al proprietario pagava abiti sartoriali e soggiorni in alberghi di lusso. In questo modo, piano piano, sarebbe stato prosciugato il patrimonio dell’azienda che si sarebbe dovuta occupare della vendita degli appartamenti di Amato Re e della progettazione della sicurezza nei cantieri di piazza della Libertà e della Cittadella Giudiziaria. Il fisco è rimasto allo scuro della presenza della società, nonostante l’importante capitale di cui disponeva, fino a quando nel 2013 l’agenzia delle entrate non ha fatto un sopralluogo scoprendo debiti per oltre 251mila euro nei confronti dell’erario e oltre mille euro nei confronti dell’Inps. Già nel Luglio scorso era stata convocata una prima inchiesta. Le indagini sono state poi chiuse con una contestazione alternativa di reati: appropriazione indebita o, in caso di fallimento, concorso in bancarotta fraudolenta.

E ora che la corte di appello di Salerno ha dichiarato definitivamente fallita la IFIL, dopo due salvataggi da parte del Tribunale Fallimentare, Del Mese e De Luca trovano a dover affrontare accuse pesanti in tribunale, e probabilmente Del Mese non se la caverà con un semplice patteggiamento come accaduto in occasione dell’inchiesta sul Crac Amato.

Vincenzo Marotta