Una requisizione da 10 milioni di euro quella inflitta ai Casalesi, che porta il nome di Maurizio Capoluongo, l’imprenditore di Aversa, 53 anni, arrestato lo scorso 9 ottobre mentre tentava una fuga in Tunisia.

“Colletto bianco” del clan, con conoscenze legate anche a personalità popolari, abile negli affari e imprenditore edile, Capolongo è stato braccio destro e amico fidato di Zagaria. Negli anni ha gestito numerosi affari illeciti per il clan, come il totonero e il settore delle scommesse clandestine, aprendo numerose attività tra cui una gioielleria a Caserta.

I sostituti procuratori Sirignano, Maresca e D’Alessio della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli hanno emesso l’ordine di sequestro del patrimonio dell’uomo, tra cui società immobiliari, terreni, beni immobili e conti in banca, ubicati tra Napoli, Caserta e Alessandria, per un valore milionario e tutti proventi di attività illecite.

Tra i numerosi capi d’accusa, Maurizio Capoluogo dovrà scontare anche l’omicidio di Ciro Nuvoletta, fratello minore del boss Nuvoletta che agiva nell’area di Marano, ucciso il 10 giugno del 1984. Secondo una ricostruzione dei fatti, il commando si presentò nella tenuta dei Nuvoletta fingendosi uomini dell’Arma dei Carabinieri ed entrarono in azione credendo di uccidere il capo dell’organizzazione criminale, Lorenzo Nuvoletta ma, a differenza del fratello, Ciro si trovava in casa e il gruppo di fuoco ferì il numero due del clan. L’omicidio rientrava nella guerra di camorra scoppiata dalla nascita della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, che cercava di spodestare i clan storici della mala napoletana. Nell’omicidio, infatti, erano coinvolti gli uomini del clan Alfieri, spalleggiati dalla prima formazione del clan dei Casalesi guidata da Bardellino.

Anna Lisa Lo Sapio