La Siria sta pagando eccome. Dopo 4 anni di guerra i dati sono sconvolgenti, tanti i morti e la situazione socio-economica è delle peggiori.

A trarre un macabro bilancio è stato il SCPR, ovvero il Syrian Center for Policy Research. Il centro, in occasione dell’anniversario dei combattimenti, ha cercato di fare luce su quello che spesso viene dimenticato. Numeri che dovrebbero fare rumore ma che spesso, quasi sempre, restano in sordina.
Il primo indice che ci viene fornito nel report difatti è quello della “speranza di vita”, comunemente chiamato tasso di vita. Identifica praticamente il numero medio di anni della vita di un essere umano. Nel 2010 infatti, l’età media era di 75,9 anni, nel 2014 l’indice ha registrato una perdita di circa 20 anni, arrivando difatti a 55,7, l’età media di vita di un siriano. Semplice però anche individuare la causa di questa decrescita esponenziale: l’alta frequenza della mortalità. Secondo i dati arrivati dall’Osservatorio Siriano per i diritti dell’uomo circa 220.000 persone, dall’inizio della rivolta contro Bashar Al-Assad il 15 marzo 2011, sono state uccise, registrando, solo nell’anno 2014, 76.000 deceduti.  Proprio per questo motivo anche la popolazioni sarebbe diminuita arrivando addirittura dai 20,87 milioni di abitanti del 2010 ai 17,65 milioni registrati alla fine dell’anno 2014. L’abbassamento della popolazione però, rassicurano gli esperti, sarebbe anche dovuto al massiccio esodo dovuto alla guerra. 3,9 milioni di rifugiati totali, di cui il 35,1% secondo quanto riportato dall’HCR sarebbero in Turchia, 34,5% in Libano, 18,7% in Giordania e 6,9% in Iraq.

Non si muore solo per mano della guerra in Siria. Nel paese, dove ancora sono attivi i centri di prima emergenza, stanno ricomparendo malattie che ormai sembravano dimenticate e che obbligano le poche risorse mediche rimaste a doversi concentrare in campagne di vaccinazione. Senza parlare delle volte in cui i cittadini vengono privati della struttura ospedaliera poiché diviene conquista dei combattenti.

Altre cifre? Come se non bastasse l’82% dei siriani sono poveri. Nel 2014, infatti, 4 abitanti su 5 vivono in situazione di povertà e la disoccupazione tocca il 55,7% della popolazione, dilatandosi in tutto il paese e non solo nelle aeree maggiormente colpite dalla guerra.

La popolazione però è anche fatta di bambini, categoria indifesa. Solo a Raqqa, “capitale” dello Stato Islamico, il 64% dei minori non partecipa alla vita scolastica, in tutto il paese ben il 50% dei bambini non va a scuola. «Abbiamo contato 215.518 morti in quattro anni di guerra di cui 66.109 civili, tra cui 10.808 bambini», ha dichiarato l’OSDH. Tanti sono i dispersi e 3.147 i corpi ancora da identificare e tanti, quasi 26.850 i miliziani dei gruppi terroristici (ISIS e Front al-Nusra) caduti. Probabilmente con tanti numeri non capiremo mai realmente la situazione, ma è il modo più semplice per far risuonare la voce di 4,8 milioni di persone che hanno bisogno di un aiuto urgente ed immediato.

Giuseppe Ianniello