Il settore della ricerca rappresenta, da diverso tempo oramai, una ferita aperta nel Sistema Italia; se da un lato i ricercatori italiani sono capaci di introdurre innovazioni straordinarie, tali da superare in efficacia ed interesse quelle di gruppi meglio finanziati ed equipaggiati, dall’altro sono penalizzati dagli investimenti non certo generosi dello Stato, da sempre poco attento al settore della formazione e della sperimentazione.

Proprio per sottolineare l’importanza dei questo settore in Italia e per far crescere la consapevolezza delle straordinarie potenzialità della ricerca italiana, abbiamo cercato di dare spazio alle innovazioni introdotte dai ricercatori italiani; in questo caso, nello specifico, parliamo di un progetto realizzato nell’ambito del Progetto “Cattura e sequestro della CO2 prodotta da combustibili fossili” del Programma sulla “Ricerca di Sistema Elettrico”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Ancora una volta, protagonista delle ricerche è l’ENEA, uno dei più importanti enti di ricerca presenti sul nostro territorio e che, proprio nelle scorse settimane, ha annunciato il lancio delle sperimentazioni riguardanti le nuove tipologie di consumo “pulito” dei combustibili fossili. Presso l’Infrastruttura di Ricerca ZECOMIX del Centro Ricerche Casaccia, un gruppo di ricercatori dell’Ente ha realizzato, per la prima volta, del test su questo nuovo processo di interesse industriale, volto a rendere ecologicamente compatibile il consumo dei tanto vituperati combustibili fossili.

Le strutture di ricerca dell'ENEA
Le strutture di ricerca dell’ENEA

Si tratta di un’innovativa tecnologia, fino ad oggi sperimentata solo in laboratorio, basata sulla de-carbonizzazione dei combustibili fossili, con produzione di gas ad alto contenuto di idrogeno e la contemporanea cattura della CO2, per il suo successivo sequestro geologico o la sua utilizzazione.

In questo modo, si potrebbero limitare gli effetti nefasti associati all’utilizzo dei combustibili fossili, ma senza rinunciare ad un’adeguata resa dal punto di vista energetico.
La nuova tecnica, sperimentata sulla piattaforma ZECOMIX (Zero Emission of CarbOn with MIXed technologies), che rappresenta una delle infrastruttura di ricerca più avanzate al mondo internazionale, è denominata SE-WGS (Sorption Enhanced – Water GasShift) e consente di produrre idrogeno e, al contempo, di catturare l’anidride carbonica, attraverso operazioni condotte a pressione atmosferica e con l’utilizzo di sorbenti non tossici.

Le potenzialità del nuovo processo messo a punto per la trattazione dei combustibili fossili vengono spiegate dal responsabile della sperimentazione, l’ing. Stefano Stendardo dell’Unità Tecnologie Avanzate per l’Energia e l’Industria, “Il processo non solo è sostenibile dal punto di vista economico ed ambientale, ma può essere pienamente integrato, oltre che in sistemi per la produzione di energia, anche in sistemi industriali altamente energivori come impianti siderurgici e cementifici, consentendo un abbattimento significativo delle emissioni di CO2, nonché importanti vantaggi in termini di efficienza energetica. Esso dunque si candida a rappresentare la tecnologia in grado di abbattere in maniera significativa il costo della separazione della CO2, uno degli ostacoli principali alla penetrazione industriale delle tecnologie CCS (Carbon Capture and Storage), nonché una via fattibile per la reale de-carbonizzazione del sistema energetico ed industriale”.

Fonte: http://www.enea.it/it/Stampa/news/energia-zero-emission

Alessandro Mercuri