A Roma si è tenuta una riunione dell’opposizione interna in cui hanno partecipato tutte le minoranze del Pd, prontamente commentata -da Torino da Matteo Orfini (presidente del Pd), il quale dichiara: «Auguro buon lavoro a chi oggi è riunito all’Acquario romano, dove sono raccolte le minoranze del Pd, però chiedo loro una riflessione: molti di loro mi hanno insegnato che quando un congresso è finito si lavora per l’unità del partito, non per quella della minoranza. Me lo ha insegnato soprattutto Bersani che ha praticato questo insegnamento quando era segretario. Io non l’ho dimenticato, spero che non lo faccia neppure lui».

Roberto Speranza durante la riunione spende qualche parola per chiarire la situazione riguardo i conflitti sorti per il Nazareno. «Chi pensa a scissioni o cose del genere – afferma- sbaglia, non è nel nostro vocabolario. Ma è giusto che ci sia un confronto. Da qui arriva un contributo costruttivo per rendere più forte il Pd».
Massimo D’Alema, invece, si schiera apertamente contro Matteo Renzi, portando avanti un discorso in cui, con grande abilità, non è mai nominato il premier.
Accusa il Pd di essere un partito arrogante, di non essere «un grande partito se stiamo al numero degli iscritti. I Ds ne avevano 600mila, c’è stata una riduzione della partecipazione politica che non solo non è contrastata, ma è perseguita». Lo stesso D’Alema paragona il partito ad una macchina crea/distruggi potere, che guarda solo il materiale, e addirittura non è più “attrattivo” rispetto al trasformismo italiano. Aggiunge che «il saldo tra quelli che se ne vanno, che sono tantissimi, e quelli che vengono è un saldo che difficilmente può essere considerato, sia quantitativamente che qualitativamente, positivo […]. Questa parte del Pd può avere un peso solo se raggiunge un certo grado di unità nell’azione, altrimenti non avrà alcun peso. Io non sono partecipe di nessuno dei raggruppamenti in cui si suddividono le minoranze del Pd e non approvo che sia più di una. Diciamo che faccio parte della sinistra extraparlamentare – ha ironizzato – però voglio dare due consigli: il primo, che non è un appello retorico, è che questa parte del Pd può avere un peso solo se raggiunge un certo grado di unità nell’azione» e a tal fine «ci si diano strumenti in cui ci si riunisce, si cerca un punto di mediazione e si decide la posizione su cui convergere […].Il secondo consiglio è che una componente minoritaria in un partito a forte componente personale e anche di arroganza, può avere peso solo se si muove con coerenza, definendo i punti invalicabili con assoluta intransigenza».

 «Non credo – sottolinea – che il segretario del Pd abbia unito il partito sull’elezione del presidente della Repubblica sulla base di un afflato unitario e di un appello. Ha scelto un’altra strada quando ha capito che su quella strada avrebbe perso. Credo che non intenda altra strada che questa. Non si annunciano ultimatum, si danno dei colpi quando necessario».

Altre discussioni sono sostenute da Pierluigi Bersani e Pippo Civati. Il primo sostiene “D’Alema ha detto una cosa sacrosanta: c’è tanta gente nel partito che è in sofferenza e a disagio. Dobbiamo trovare il sistema anche dal punto organizzativo per dialogare con questi mondi”, mentre Civitati si ritiene “contento di vedere oggi tutte le minoranze, ma serve una scossa e io, riferendomi alla proposta di D’Alema, vorrei dire che l’impegno dentro e fuori il Parlamento già lo faccio perché molti miei elettori alle primarie se ne sono già andati dal Pd”.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.